L’AQUILA – “La Lega con la sua determinata azione di Governo sta riportando il nostro paese in primo piano in Europa e nel mondo. Parlando dell’Abruzzo che ci riguarda più direttamente, trovo seppure nelle più piccole proporzioni le analogie con difficoltà nazionale”.

Così la più giovane della provincia dell’Aquila, nella pattuglia della Lega, dei candidati alla carica di consigliere regionale alle prossime elezioni del 10 febbraio 2019, la 24enne Giulia Donatelli, originaria di Pescocostanzo (L’Aquila), maestra di sci e laureanda in osteopatia, in una nota che riceviamo e pubblichiamo.

“Essere un giovane candidato ha due letture, giovani può significare, nell’anagrafe e nella mentalità; quanti ragazzi a volte sono meno giovani di tante persone mature. Ecco la mia presenza in un’importante lista politica, ambisce ad allargare il significato del termine con ben altri aggettivi: dinamicità e curiosità. Nella probabile inesperienza nel ruolo nel quale mi accingo a operare, porto ad ampia compensazione le richieste delle nuove esigenze che riguardano la mia generazione, non per sentito dire, ma per diretta e naturale conoscenza. Mi è stato insegnato che il contrario di paura, non è coraggio, ma curiosità. Devi essere curioso per conoscere, per capire, andare avanti e non fermarti. La curiosità è il motore della vita, della determinazione e può fare la differenza. Se vuoi vai, se non vuoi mandi. Antica saggezza, quanto mai attualissima. Quando ho ricevuto la proposta di candidatura per le elezioni Regionali dal partito più importante in questo momento, ho avuto conferma che forse esistono ancora possibilità. La Lega con il suo leader Matteo Salvini è in questo delicato momento la risposta alle richieste della gente. L’Italia è un grande paese, ma purtroppo negli ultimi anni è stata bistratta la sua valenza ed importanza. La Lega con la sua determinata azione di Governo sta riportando il nostro paese in primo piano in Europa e nel mondo. Parlando dell’Abruzzo che ci riguarda più direttamente, trovo seppure nelle più piccole proporzioni le analogie con difficoltà nazionale. Non c’è abruzzese che non dica, che la sua terra è la più bella, che ha il mare e la montagna in un battito d’ali, che è una terra sana, abitata da brave persone, e allora perché ci troviamo in queste condizioni? Mi domando spesso. 

Proviamo a paragonare la questione di una Regione nel senso territoriale con la gestione di una grande azienda industriale. Seppure la grande azienda abbia avuto una storia importante tale da renderla grande, ma nelle successive gestioni è stata guidata in modo distorto, poco attento, senza tener conto delle evoluzioni sociali ed economiche e rimanendo seduta su allori fragili e indeboliti ogni giorno da fattori che esigevano una risposta adeguata: questa azienda è destinata a chiudere. Una Terra come la Regione Abruzzo, è riuscita negli anni precedenti e successivi al dopoguerra a tirarsi fuori da una condizione molto difficile, che conosciamo per letteratura e dai racconti dei nostri nonni, che pensava di aver superato ogni difficoltà, si trova oggi con il grande rischio di tornare al passato. Questa possibilità deve essere sventata ad ogni costo. 

È necessario che tutti ci facciamo carico nele rispettive responsabilità a riprendere un cammino propositivo. La mia candidatura a queste elezioni è nella testimonianza attiva della presa di coscienza di tale necessità. La Lega ha idee molto chiare su questi aspetti. La generale condizione nella quale ci troviamo ha urgente bisogno di risposte ora. Bisogna fermare il declino nel quale ci stiamo avvicinando, ci vogliono idee ma molto chiare e determinate. Agiamo oggi per un futuro che ogni giorno muta nella sua progettazione. Propongo per la nostra Regione un recupero immediato dei suoi originali valori umani, della grande qualità ambientale della nostra terra, della crescita delle imprese abruzzesi affinché si possa dare una sana risposta agli stringenti problemi occupazionali. 

Bisogna stoppare questo continuo ricatto alle Istituzioni con la chiusura di stabilimenti che delocalizzano, ma che hanno avuto in passato tutti i vantaggi possibili. Non possiamo consentire la desertificazione industriale, dopo aver perso anche la grande potenzialità per uno sviluppo moderno. Bisogna che si recuperi quelle qualità che la nostra terra ci può dare, senza rincorrere false chimere di speculatori esterni. Bisogna far rimanere i ragazzi come me a vivere nella nostra terra e questi bisogna rispettarli e ascoltare il nostro grido di preoccupazione. La risposta deve essere nei fatti concreti, bisogna essere chiari, trasparenti e soprattutto non bisogna promettere quello che si sa di non poter mantenere. Facciamo conoscere il nostro Abruzzo e le sue peculiarità”.