L’AQUILA – “Il vincitore delle primarie e il Partito democratico ci sembrano interessati più alle candidature fuori dal campo del centrosinistra, che all’iniziativa politica e programmatica comune“.
A due settimane dall’ufficializzazione delle liste crescono i mal di pancia all’interno del centrosinistra per la presenza di numerosi ex del centrodestra nella coalizione chiamata ad affrontare le prossime elezioni regionali del 25 maggio. A testimonianza del malcontento, già pronta una raccolta firme tra consiglieri provinciali dell’Aquila e un documento di dissenso formale che verrà presentato al candidato presidente, Luciano D’Alfonso.
A criticare le voci che vogliono che nomi come quello di Daniela Stati e Angelo Di Paolo (ex assessore la prima e tuttora nella Giunta Chiodi il secondo) nelle liste a sostegno del candidato presidente è anche Tommaso Di Febo, coordinatore regionale Sel Abruzzo.
“Se non otterremo risposte chiare – tuona – che vadano nella direzione di costruire un vero processo di cambiamento che metta al centro i problemi della Regione, non esiteremo a cambiare rotta”.
“L’Abruzzo è in difficoltà seria – scrive – La nostra regione esce devastata dal fallimento delle politiche del centrodestra di Chiodi, per questo si impongono delle forti scelte politiche, economiche, sociali e morali di netto cambiamento. Sel vuole essere protagonista di un percorso reale di svolta all’interno di una coalizione del centrosinistra, alternativa per programmi, idee e metodi al centrodestra di Chiodi. Dobbiamo però, riscontrare che la situazione odierna non ci pare andare in questa direzione”
“Già dalla fase di accordo per le primarie avevamo chiarito in un documento e oggi ribadiamo che ‘siamo favorevoli ad una coalizione aperta alla società civile, ma siamo indisponibili alle proliferazioni di liste civiche, se utili solo a mascherare operazioni di trasformismo e di ricollocazioni di ceto politico’. L’esplosione del numero di liste civiche e i tentativi numerosi di trasformismo politico, se non subito frenati, limitati e ricondotti all’interno di una coalizione che si definisce progressista, ci trovano profondamente contrari”.
“In merito a questo punto, negli incontri ufficiali di coalizione, ci era stato garantito che non si sarebbe dato seguito a candidature coinvolte nei governi di centrodestra neanche nelle liste civiche. Il quadro oggi pare drammaticamente mutato. Tali condizioni, non solo non sono state rispettate, ma non si è neanche ritenuto necessario mettere a conoscenza le forze politiche che hanno dato vita alla coalizione e alle primarie di quanto stava accadendo. Ad oggi, solo dopo numerose e insistenti richieste, siamo riusciti ad ottenere un incontro di coalizione con il candidato presidente, che si terrà domenica 30 marzo”.
“Ribadiamo – conclude – la nostra contrarietà a operazioni politiche trasformiste e avvertiamo il Pd di non tirare troppo la corda … perché prima o poi si spezza. Noi ci siamo e ci saremo con Luciano D’Alfonso, solo se sarà in grado di essere all’altezza di questa richiesta”.






