L’AQUILA – Domani, 13 novembre alle 16.30 a Sant’Eusanio Forconese (L’Aquila) presso il centro sociale, si svolge il primo appuntamento di “Siamo chi eravamo”, progetto di recupero della memoria storica del borgo.

L’evento, intitolato “Dedicato a…” , ha per protagonista un anziano signore del piccolo borgo: Mario, 74 anni, eroe quotidiano di una serie di episodi documentari della vita di tendopoli post-sisma, presentati sul sito del progetto From zero.

Mario ha conquistato la posizione del personaggio più cliccato, portando in tutto il mondo la cultura del piccolo borgo, con le sue radici contadine, la sua ironia giocosa e graffiante.

“Qualche giorno dopo il sisma – racconta Francesco Marraffa, esperto di processi di cambiamento e dinamiche comunitarie – incontrammo nella tendopoli Mario, più generoso nella comunicazione di quanto fosse mai stato”.

“Disse per esempio che, mentre guardava in tv alle 3.33 un vecchio film di Totò, il terremoto ‘era entrato in casa dalla porta, aveva attraversato ogni stanza da sotto il pavimento ed era uscito dalla porta del retro’ sotto il suo sguardo esperto della ‘terra’ ”.

“Decidemmo – prosegue Marraffa – di chiamare la troupe di From-zero e lui accettò con una singolare ‘modesta vanità’ l’avventura che gli proponevamo”.

“Mario ha bucato lo schermo – conclude – Gli episodi che lo riguardano hanno totalizzato il massimo degli accessi su internet e successivamente sono stati inseriti in un film distribuito da Aljazeera in 80 paesi del mondo”.

La comunità lo omaggerà con un riconoscimento intitolato “Sant’Eusanio nel mondo” ed una festa animata dal gruppo di musica etnica Trio 99.

Fra gli episodi più godibili c’è quello che lo vede impegnato insieme al suo convivente musulmano Saleh in una conversazione “filosofica” in cui si provocano a vicenda benevolmente, costruendo frammento dopo frammento un dialogo inconcludente che nasce e si spegne senza una ragione, per passatempo.

Il produttore Stefano Strocchi presenterà l’episodio, mentre Monsignor Giovanni D’Ercole e l’ex sindaco del borgo, Mimmo Srour, di origine islamica, avvieranno una conversazione su quella cultura locale che Mario ha portato oltre i confini del piccolo borgo (distrutto dal sisma) prima attraverso il suo incontro con Saleh, poi sulla rete.

L’evento è anche l’occasione per presentare ufficialmente il Progetto “Siamo chi eravamo”, finanziato dal ministero del Lavoro, della Salute  e delle Politiche Sociali per l’anno 2010/2011, curato per l’Associazione di volontariato Rindertimi da Lucilla Maragni e Francesco Marraffa, esperti di processi di cambiamento e dinamiche comunitarie e impegnati da anni in esperienze di formazione con setting out-door ed artistici.

Il progetto, nato sotto la spinta della spontanea iniziativa di un gruppo di abitanti del borgo nella fase della vita in tendopoli, è finalizzato alla progettazione autonoma del proprio futuro da parte della comunità,  in una ottica di valorizzazione delle radici culturali e delle risorse ambientali locali, di sviluppo della consapevolezza dei valori comunitari e crescita imprenditoriale delle nuove generazioni.

Si strutturerà stabilmente un luogo di ricerca attiva, di promozione della salute e del benessere, dello sviluppo della persona e della comunità, attraverso la produzione di materiali documentativi e di un libro a cura degli abitanti del borgo, la organizzazione di eventi di comunicazione che valorizzino la cultura nei suoi aspetti socio-antropologici, storici, artistici ed economici.