ROMA – Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è stato riconfermato al Quirinale per un nuovo settennato dai 1.007 “grandi elettori” riuniti in seduta comune alla Camera dei deputati.

Napolitano ha incassato 738 voti, Stefano Rodotà ne ha presi 217, il “capitano Ultimo” Sergio De Caprio 8, Massimo D’Alema 4, Romano Prodi 2, i voti dispersi sono stati 6, le schede nulle 12 e le bianche 10.

Durante lo scrutinio che sancisce l’incarico bis per Napolitano, fuori Montecitorio infuria la protesta.

Dalla folla si levano cori e fischi. La gente urla: “vergogna, vergogna” e subito dopo attacca con un “buffoni, buffoni”.

In serata è atteso l’arrivo del leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, che ha parlato di “colpo di Stato”.

Alcuni iscritti del Partito democratico hanno guadagnato le prime file del presidio davanti la Camera dei deputati per strappare la tessera davanti alle telecamere delle diverse emittenti tv.

LE REAZIONI


ENZA BLUNDO (M5S): ”INASCOLTATA LA VOCE DEI CITTADINI”

“In Parlamento sta succedendo una cosa assurda. Ho chiamato a raccolta i militanti del mio territorio per venire a Roma a manifestare con Grillo”.

Lo ha detto la senatrice aquilana del Movimento 5 Stelle Enza Blundo, dopo la chiamata a raccolta a Roma del popolo “pentastellato” da parte di Grillo, aggiungendo che sarà fuori dall’aula al momento della proclamazione della riconferma del presidente Napolitano.

“Non si è voluta ascoltare la voce dei cittadini. Si sono anteposti gli interessi dei partiti”.

ABRUZZESI A ROMA PER MANIFESTARE

Gli attivisti abruzzesi del Movimento 5 Stelle hanno raccolto l’appello di Beppe Grillo e sono partiti per Roma per partecipare alla manifestazione davanti al Parlamento.

Gruppi di grillini, a quanto appreso, si sono messi in viaggio un po’ da tutte le città della regione. Si sono spostati verso la capitale anche esponenti e militanti del Prc e della sinistra radicale, i quali stanno tra l’altro organizzando per domani una manifestazione a Pescara.

Tra coloro che sono a Roma c’è anche il consigliere regionale Maurizio Acerbo (Prc), secondo cui “la vera sinistra è quella che protesta fuori dal Parlamento e non quella che sta con Berlusconi. ‘Colpo di Stato’ – dice Acerbo riferendosi alle parole di Grillo – è un termine forte, ma il concetto è giusto. Il golpe è già cominciato con la nascita del governo Monti. È una vergogna che il Pd si sia rifiutato di votare Rodotà, che è il meglio della cultura italiana”.

Sempre Acerbo sta organizzando per domani una manifestazione in “difesa della Costituzione” che prenderà il via alle 18 in piazza Sacro Cuore a Pescara. All’iniziativa parteciperanno anche i grillini e per questo motivo è stato rinviato l’evento ‘Dialoghi sulla Costituzione italiana’ organizzato dall’Anpi Pescara e dal Movimento 5 Stelle.

D’INCECCO (PD): “NAPOLITANO SARÀ ANCORA OTTIMO PRESIDENTE”

“Giorgio Napolitano è stato e sarà un ottimo presidente della Repubblica”.

Lo dichiara la deputata del Pd Vittoria D’Incecco che esprime soddisfazione per la rielezione di Napolitano, evento unico ed eccezionale nella storia dell’Italia.

“In questo particolare momento storico – prosegue – il presidente Napolitano ci ha dato un’ennesima lezione di quello che significa assunzione di responsabilità, sottoponendosi a un ulteriore sacrificio per il bene del Paese. Durante il primo mandato Napolitano ha dimostrato di essere il presidente di tutti ed è stato il custode della nostra Costituzione e delle istituzioni. Per questo la sua permanenza al Colle rappresenta per tutti una garanzia e concede una nuova speranza per un futuro migliore del nostro Paese”.

VACCA (M5S): “PAGINA NEFASTA PER IL PAESE”

“Oggi, 20 aprile 2013, si sta scrivendo una delle pagine più nefaste per il popolo italiano. I responsabili del fallimento del nostro paese, del disastro sociale nel quale ci ritroviamo, gli stessi che, a vario titolo, hanno ridotto l’Italia a un cumolo di macerie, si sono riuniti in una stanzetta, e hanno pensato a come dare il colpo di grazia agli italiani”.

Lo scrive sul suo blog il deputato abruzzese del Movimento Cinque Stelle Gianluca Vacca.

“Forzatura istituzionale dopo forzatura istituzionale – prosegue il parlamentare – dopo aver permesso a un governo inciucista di portare avanti un programma di macelleria sociale, gli stessi protagonisti hanno deciso di richiamare in servizio Napolitano, 87 anni, colui che ha avallato le peggiori porcherie degli ultimi governi, il ‘sistema’ fatto persona, l’uomo giusto al posto giusto (per i partiti però e per i loro interessi). Il quale probabilmente darà l’incarico a un Letta o Amato qualsiasi…”.

“I partiti, e in particolare il Pd – aggiunge Vacca – erano a un bivio: non hanno imboccato la via del cambiamento radicale, quella indicata dai cittadini alle ultime elezioni; hanno scelta la strada distruttiva della continuità inciucista, quella della difesa dei grandi poteri economico-finanziari (che probabilmente hanno messo un veto sul nome di Rodotà), delle lobby, degli intrecci tra politica e affari, della corruzione dilagante (figlia di questa politica), dello smantellamento dello stato sociale e della distruzione del nostro territorio”.

“Questa strada – conclude – è inconciliabile con il Movimento 5 Stelle e con gli interressi dei cittadini. Se ne assumano la responsabilità davanti agli increduli italiani. Loro non molleranno mai, noi neppure, oggi più che mai”.

LEGNINI (PD): “NAPOLITANO AIUTERÀ L’ITALIA MALATA”

“Giorgio Napolitano è stato rieletto presidente della Repubblica Italiana. Aiuterà l’Italia malata a organizzare risposte urgenti di governo ai drammi sociali ed economici e ad avviare riforme profonde delle nostre istituzioni”.

Lo scrive su Facebook il deputato abruzzese del Pd Giovanni Legnini.

“Parlare di golpe a fronte del 73% dei voti in Parlamento – dice Legnini – significa sparlare. Organizzare la marcia su Roma in nome del colpo di Stato è sintomo di arroganza e ignoranza democratica, non libera manifestazione del pensiero e del dissenso, che al contrario è ovviamente sacrosanta”.

In un post precedente alla conferma di Napolitano, Legnini aveva scritto: “voterei a questo punto, rispondendo alla mia coscienza e al mio spirito di ‘parte’, per Rodotà, ma lo voterei solo se lo proponesse il mio partito e capisco perché fino a oggi non lo ha proposto”.

PAOLUCCI (PD): “CHIAMATI A FARE LE RIFORME”

“L’eccezionalità della riconferma e della fase da gestire dimostra che c’è una crisi di sistema e di rappresentanza e siamo convocati a riforme istituzionali importanti per dare spazio a una domanda di partecipazione che non si intende delegare e a ridefinire il profilo culturale dei soggetti politici-partiti”.

Lo afferma il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, nel fare gli auguri a Giorgio Napolitano.

“Giusto, anche se crea sofferenti relazioni interne, non rincorrere Grillo – sostiene Paolucci – Fin troppo rincorso in queste otto settimane. Oggi parla addirittura di golpe. Nelle prossime settimane potremo scegliere il contributo di passione politica di ognuno di noi”.

“Per me torna valida la scelta di contribuire dentro un soggetto politico riformista, che abbia un profilo identitario e culturale più definito. Che metta avanti un progetto alla prospettiva individuale. Qualsiasi tipo di contributo, per me. E non sceglierò mai un movimento – conclude il segretario – Mai”.