L’AQUILA – “Come assessore della Giunta Cialente non ero d’accordo alla nomina di Pierluigi Tancredi come consigliere delegato ai puntellamenti, come non eravamo d’accordo in moltissimi all’interno di quella maggioranza per un semplice motivo politico, rappresentava una posizione differente”.
Così ai microfoni di AbruzzoWeb l’ex assessore comunale aquilano all’Ambiente, al Patrimonio e altre deleghe Alfredo Moroni, oggi direttore dell’area Amministrativa dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta), parlando della nomina di Tancredi, poi coinvolto in due inchieste giudiziarie, “Do ut des” e la recente “Redde rationem”, con l’accusa proprio di tangenti negli appalti ad affidamento diretto dei puntellamenti e di recente uscito dagli arresti domiciliari.
“In quel momento, anche se forse si potevano e dovevano ricercare in maniera più forte, non c’erano le condizioni politiche per fare una sorta di unità d’azione dell’intero Consiglio – ricorda Moroni – A individuare un soggetto dell’opposizione che svolgesse un compito sostanzialmente di amministrazione attiva dicemmo no, ma nemmeno il sindaco si disse così sicuro della scelta, dopo gli sms di protesta tornò infatti sui propri passi e quell’incarico durò 48 ore”.
A livello personale, spiega che “ho sempre avuto una grandissima attenzione nei confronti di coloro che, esterni, venivano da ogni luogo a proporsi, a proporre le loro ditte, soprattutto immediatamente dopo il sisma. Eravamo amministratori seduti su una sediolina di plastica, spauriti e un po’ inebetiti rispetto a quanto subìto – sottolinea – magari volevano colpire con tempestività imprenditoriale, pulita o non pulita. Questa grande attenzione avrebbe dovuto unire tutti gli amministratori, si sarebbe raggiunto qualche risultato in più e qualche problema in meno”.
Moroni è approdato all’Arta dopo le dimissioni obbligate dai risvolti della legge Severino dalla Giunta e dopo la corsa infruttuosa alla candidatura a consigliere regionale del Partito democratico, che si è arrestata alle primarie del marzo 2014 contro Pierpaolo Pietrucci, poi effettivamente eletto. Dopo le punzecchiature del tempo tra i due, oggi arrivano parole positive da Moroni.
“Pierpaolo lo apprezzo perché dimostra presenza nella compagine con una tempestiva capacità di misurarsi sui problemi e di comunicare le proprie posizioni – dice – C’è un lavoro che un giovane consigliere sta facendo bene. Chiaro che non può essere uno, pur intelligente e ambizioso, a risolvere tutti i problemi, ma c’è sempre bisogno di gioco di squadra”.
Moroni si dice in premessa “disattento rispetto alla politica mentre seguo con attenzione i fatti dell’amministrazione per una passione e coscienza civica e per vicinanza a Massimo Cialente, per quello che abbiamo fatto insieme. Non si può non sottolineare – rimarca – che un’evoluzione nella ricostruzione della città c’è stata, gli sforzi si vedono, così come le difficoltà. Da qui a qualche anno, comunque, la città sarà uno scrigno, un gioiellino”.
“Sarà una città sulla quale investire nel turismo, ma bisogna stare attenti che non ci sia un abbandono dell’economia e dei professionisti – prosegue ancora – Ci vuole un rilancio dell’economia che trattenga, intercetti e non respinga”.
Quanto alla gestione dei 4.500 alloggi antisismici del progetto C.a.s.e., delega di Moroni prima che quella che venne ribattezzata dal nuovo titolare come una “rogna” finisse sulle spalle di Lelio De Santis, oggi a freddo spiega che “me ne sono occupato con impegno e umiltà. Sono più riposato, non sollevato, perché era un assillo continuo a dover rispondere alle sollecitazioni che sono sempre giuste, anche se poi alcune vengono strumentalizzate”.
Assieme a Cialente, all’ancora oggi assessore Fabio Pelini e alla dirigente Patrizia Del Principe, Moroni è stato condannato al risarcimento di 30 mila euro per danno erariale dalla Corte dei conti per le mancate riscossioni del dovuto agli inquilini morosi delle C.a.s.e..
Anche alla luce di questo, “la soluzione futura è superare il fatto che le famiglie aquilane vivano ancora nel progetto C.a.s.e.: è l’indice di una città ancora provvisoria mentre ce ne vuole una definitiva”.






