L’AQUILA – Il Comune dell’Aquila, proprietario del tunnel ‘intelligente’ dei nuovi sottoservizi, la più grande opera pubblica del post-terremoto del 2009, tuttora in corso di realizzazione nel capoluogo, del valore complessivo di 80 milioni di euro, è già al lavoro nella stesura della convenzione per disciplinare l’utilizzo dell’infrastruttura.
Un documento che, annuncia ad AbruzzoWeb l’ingegner Vittorio Fabrizi, responsabile del dipartimento Ricostruzione, potrebbe essere pronto già nelle prossime settimane.
“Il gestore in pectore è la Gran Sasso Acqua – dice – visto che il Comune è proprietario dell’infrastruttura e che due nostre reti, quella fognaria e quella idrica, sono già nel tunnel. Ma occorre una convenzione che disciplini l’utilizzo del tunnel da parte di soggetti terzi, anche per far fronte agli oneri di gestione, per i quali ci saranno dei canoni”.
“Si tratta di un documento delicato e importante”, aggiunge il dirigente, svelando che “i primi tratti del tunnel a essere ultimati inizieranno a essere utilizzati, poi la modalità di utilizzo si perfezionerà man mano. Per adesso, in ogni caso – continua Fabrizi – occorre disciplinare la presenza delle reti all’interno del tunnel anche in modo provvisorio, perché per il collaudo completo dell’opera servirà del tempo. La convenzione prevederà anche il periodo transitorio di gestione”.
“Qualunque privato – spiega ancora – può aderire alla convenzione, con la quale noi fissiamo solo le regole alle quali ciascuno che entrerà nel tunnel deciderà di aderire. Sarà la convenzione, per esempio, a disciplinare l’accesso per la manutenzione degli operatori delle varie società di erogazione di servizi”.
Le multiutility che con le proprie reti saranno sicuramente all’interno del tunnel dei sottoservizi, aggiunge il dirigente, saranno Enel, Telecom e la stessa Gran Sasso Acqua Spa.
Per questo, dunque, tutte le utenze che vengono allacciate oggi in centro storico sono di carattere provvisorio, dal momento che il tunnel non è ancora in utilizzo. Solo una volta sottoscritta la convenzione, le reti saranno messe a dimora sotto terra, liberando la città dai cavi volanti che, soprattutto oggi, in virtù della loro provvisorietà, sono più impattanti del solito.



