PESCARA – Il provvedimento sul processo breve “non ha alcuna ricaduta sulle vicende più gravi” come quelle dell’Aquila e di Viareggio. Così i senatori Filippo Piccone, Fabrizio Di Stefano e Andrea Pastore (Pdl) tranquillizzano i cittadini e difendono i colleghi deputati che hanno votato contro l’emendamento del Pd che stralciava dal provvedimento i reati legati proprio a stragi come quella dell’Aquila.
In particolare, secondo i senatori, nel caso dell’Aquila le ricadute riguarderebbero solo il reato di disastro colposo, che “oggi prevede una prescrizione di dodici anni e sei mesi mentre, se il progetto passasse, scenderebbe a undici anni e otto mesi”.
“Mi auguro che le vittime dell’Aquila non debbano aspettare il 2020 per vedere in manette i responsabili di quei reati – afferma il coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone -, sarebbe la cosa più grave. Per Viareggio invece la prescrizione scade nel 2032 – aggiunge – se pensassimo di dover aspettare quella data, sarebbe ancora più grave”.
I senatori, intervenendo sulle polemiche relative al provvedimento, parlano di una strumentalizzazione “canagliesca per una becera campagna politica”.
Chi è stato colpito negli affetti, spiegano, riceve il messaggio di un “ben preciso schieramento politico, secondo cui il provvedimento interessi il terremoto e Viareggio. E’ falso”.






