PESCARA – “Stasera a Pescara sarà conferito al Ministro degli Esteri Tajani il Premio “Fare Pace” dalla Fondazione del Consiglio regionale dell’Abruzzo, cioè dalla coalizione di destra che governa la Regione. Ci vuole davvero la faccia come il c… per dare un premio con la parola pace al ministro di un governo che è complice del genocidio a Gaza”,
Queste le durissime parole di Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione comunista, pescarese, prima di accogliere con un cartello con su scritto, “Governo Meloni, complice del genocidio”, Tajani all’ingresso del Porto Turistico dove nella serata del Festival Dannunziano il vicepremier ha ricevuto, assieme alla cantante Noa il premio “Fare Pace” per volontà della Fondazione Crea, “per l’impegno profuso in questi mesi, volto a lenire le sofferenze dei bambini coinvolti nell’inferno di Gaza, aprendo le porte del nostro Paese all’accoglienza delle loro famiglie”.
Questo governo ha detto Acerbo, “nega persino che un genocidio sia in corso, ha affidato la nostra cyber security agli israeliani, ha rinnovato l’accordo di cooperazione militare con Israele i cui aerei fanno la spola con Sigonella, vende e acquista armi, si è opposto in sede europea a qualsiasi sanzione e all’Onu si astiene sul riconoscimento dello Stato di Palestina”.
E ha aggiunto: “a Tajani bisogna dare il Premio Genocidio! Il premio ‘Fare pace’ evoca lo slogan dell’organizzazione giovanile del Msi in cui militavano gli attuali sostenitori di Israele che oggi accusano di antisemitismo le antifasciste e gli antifascisti che manifestano contro il genocidio a Gaza. Ma soprattutto ricorda una nota citazione di Tacito: ‘Hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato pace’.





