ROSETO – “L’auspicio è che gli interventi sul porto turistico di Roseto, a lungo attesi, vengano presto realizzati. Con il braccio a mare e l’argine sul fiume Vomano, tutte le attività che qui operano, potranno davvero mettere le ali”.

A parlare è Fabrizio De Gregoriis, presidente della “Circolo nautico Carlo Vallonchini Srl”, società che ha realizzato e gestisce da sessant’anni Portorose, il porto di Roseto degli Abruzzi (Teramo), che ospita 200 barche da diporto e, gratuitamente, la marineria di Roseto, Pineto (Teramo) e Silvi (Teramo).

Pochi giorni fa è stata data l’attesa notizia della consegna degli elaborati relativi al progetto esecutivo del braccio a mare, del valore di 1,7 milioni di euro, dal Comune di Roseto alla Provincia di Teramo. 

E a questo punto potranno iniziare le procedure di verifica, attività propedeutica per la gara d’appalto. 

Una volta individuata la ditta che sarà incaricata, i lavori potranno iniziare, con ogni probabilità nei primi mesi del 2018.

“La realizzazione del braccio a mare – commenta De Gregoriis – era programmata dal lontano 2008, però poi con il passare degli anni, e con i vari aggiornamenti dei prezzari regionali, si è creato il problema di adeguare il progetto alle risorse economiche, relativamente minori, oggi disponibili. Un‘attività svolta dal Comune ritengo in modo soddisfacente”.

“Il porto, nel suo lato mare – ricorda il presidente della struttura portuale – deve far fronte a significativi problemi di erosione, e negli ultimi quattro anni si è intervenuti più volte, ad opera della ns società, del Comune di Roseto, della Protezione civile e delle oomm della Regione Abruzzo. Con questa opera sarà garantita la massima protezione della struttura portuale, nonché la sicurezza della navigazione in entrata e in uscita. E si risparmieranno, nel tempo, le risorse ora necessarie per gli interventi tampone anti erosione”.

Quello del braccio a mare, però, non è l’unico intervento atteso e ritenuto strategico. 

Va infatti realizzato anche l’argine lungo la sponda nord del fiume Vomano, che costeggia nel tratto della foce il porto turistico.

“Esiste un progetto preliminare della Provincia di Teramo – spiega il presidente – che a mio parere consente una buona messa in sicurezza. Purtroppo anche qui si è di fronte alla scarsezza delle risorse economiche, in quanto il relativo finanziamento arrivò ai tempi della lira, ed oggi auspichiamo che la Regione Abruzzo sia sensibile al problema dell’intera comunità portuale e non, integrando le esistenti risorse economiche necessarie”. 

“L’argine consentirà di mettere in definitiva sicurezza non solo il porto, ma le tante attività turistiche che operano in questa area, con la possibilità di realizzare un piano di sviluppo ambizioso e vincente”, conclude.