POPOLI – Resta in carcere Sante Corazzini, il 40enne di Popoli (Pescara) che nella notte di martedì scorso ha ucciso il padre a coltellate mentre si trovavano nella loro abitazione, in via dei Tigli.
Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pescara Carla Sacco, che ne ha convalidato l’arresto.
Il gip ha motivato la sua decisione in quanto ha ravvisato “pressanti esigenze di specialprevenzione, avuto riguardo alle modalità di commissione dei fatti di reato, che evidenziano una personalità criminale non comune: trattasi di recidivo specifico. Le modalità crudeli e le circostanze del fatto-reato denotano una spiccata ed elevata pericolosità sociale”, come si legge del dispositivo.
Secondo il magistrato, inoltre, “il pericolo di reiterazione di gravi reati o comunque di reati della stessa specie di quelli per cui si procede è concreto e attuale: le predette modalità, infatti, evidenziano la elevata pericolosità sociale dell’indagato che, anche alla luce del precedente penale specifico, lascia fondatamente presumere che lo stesso proprio per la dimostrata incapacità di controllare i suoi impulsi aggressivi possa commettere gravi reati della stessa specie di quelli per cui si procede”.
Il gip inoltre ritiene che “allo stato unica misura adeguata a salvaguardare le menzionate esigenze specialpreventive (attesa comunque la necessità concreta di accertare successivamente la capacità di intendere e volere di Sante Corazzini al momento del fatto e la pericolosità sociale del prevenuto) è quella della misura della custodia cautelare in carcere, posto che ogni altra misura meno gravosa sarebbe insufficiente a impedire la reiterazione di condotte di reato della medesima specie”.
I difensori di Corazzini chiederanno per il loro assistito accertamenti sanitari.
L’uomo nel 1992 aveva ucciso, aggredendolo, un anziano di 84 anni, Nazzareno Frascarella, che pare volesse molestarlo nel campo sportivo di Popoli.
Condannato in primo e secondo grado per omicidio volontario, ma con tutte le attenuanti generiche, fu poi rimesso in libertà per motivi di salute.
Agli inizi di settembre del 1999 l’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, gli concesse la grazia.





