L’AQUILA – “Rivedere le piante organiche degli uffici giudiziari in base agli effettivi carichi di lavoro, chiudere gli uffici con meno di dieci pm e 30 giudici e destinare maggiori risorse (umane ed economiche) agli uffici con maggiori sofferenze in modo da migliorare l’efficienza e la qualità del servizio”.
Questa la proposta avanzata ufficialmente il 5 marzo dello scorso anno dall’Associazione nazionale dei magistrati (Asm), in occasione di un incontro con il governo sulla riforma della giustizia che prevederebbe pesantissimi tagli degli uffici giudiziari in Abruzzo.
Una proposta choc, mai smentita, riportata pochi giorni fa all’attenzione da alcuni avvocati a livello nazionale e che, se venisse presa in considerazione dal governo come alcuni temono dopo l’esito del referendum sulla giustizia, sarebbe un vero dramma per l’Abruzzo visto che chiuderebbero, numeri alla mano, tutti i tribunali: non solo quelli già a rischio di Vasto, Lanciano, Avezzano e Sulmona ma anche quelli dei quattro capoluoghi di provincia: L’Aquila, Pescara, Chieti e Teramo e in tutta Italia sarebbero 87 i tribunali da chiudere.
Teramo e Pescara avrebbero un numero sufficiente di pubblici ministeri ma non di giudici. Questo tema è stato riproposto nei giorni scorso a livello nazionale dall’avvocato calabrese Antonello Talerico componente del Consiglio nazionale forense.
“Nei territori del Sud — dove la domanda di giustizia è più alta, dove la presenza della criminalità organizzata rende ogni udienza una questione di legalità, non solo di diritto privato — un tribunale non è solo un ufficio. È un presidio. Chiuderlo significa togliere Stato. Altro che razionalizzazione”, ha dichiarato.
“Si tratta di una proposta,” commenta l’avvocato aquilano, Gianluca Totani, componente della giunta dell’Unione nazionale delle Camere penali, e in passato membro della locale camera penale “di chi si presenta come garante dei cittadini ma nella sostanza vengono fatti soltanto gli interessi funzionali della magistratura per agevolare il proprio lavoro”.
Nella proposta di Anm ci sono anche proposte condivise da tutti: “Aumentare l’organico della magistratura, assumendo almeno 1000 nuovi magistrati all’anno per i prossimi 5 anni, per avvicinarsi alla media europea e migliorare così l’efficienza del sistema giudiziario.Realizzare un piano straordinario di assunzioni del personale amministrativo per ridurre le scoperture di organico e stabilizzare il personale precario dell’Ufficio per il Processo”.






