PESCARA – Entra nel vivo la mobilitazione degli studenti di Architettura in merito alla questione del Polo didattico inaugurato lo scorso aprile e rimasto inutilizzato.

Come volevasi dimostrare, però, quando c’è da far chiarezza sui motivi di un  problema, i responsabili, o i presunti tali, scompaiono.

Diversi gli studenti presenti questa mattina in Aula rossa, con loro anche un modesto gruppo di docenti. “Il preside è impegnato in una riunione in Procura” fanno sapere i rappresentanti, ma nessuno è venuto in sua vece. Soprattutto mancano loro, i responsabili, a detta degli studenti, di questo ennesimo esempio di “sistema Italia”.

Il professor Micara, responsabile del progetto, e il professor D’Asdia. È da quest’ultimo, in particolare, che gli studenti aspettano risposte.

“Lui è il Responsabile unico del procedimento – afferma Alessandra Lillo di 360° – ed è la persona incaricata di seguire tutte le procedure”. Secondo quanto raccontato dai partecipanti al consiglio di Facoltà del 5 ottobre, D’Asdia, che era presente, di fronte alle richieste dei rappresentanti avrebbe risposto che il suo ruolo è finito nel momento in cui l’edificio è stato realizzato. “Ma non è vero – continua Lillo – perché di fatto la struttura non è stata ancora ultimata”.

Dalla riunione di oggi, inoltre, sono emersi particolari fino a ora sconosciuti e, a quanto pare, molto rilevanti. Il certificato di agibilità provvisorio non sarebbe stato rilasciato per l’intero periodo estivo, ma solo in funzione dell’inaugurazione pubblica del plesso.

“Questa agibilità – afferma il professor Fusero – è stata concessa da un ingegnere per permettere l’inaugurazione e in quell’occasione l’energia elettrica è stata ricavata dalla centrale dell’altra sede universitaria”.

Dopo la cerimonia alcuni docenti avrebbero continuato ad utilizzare delle aule della struttura fino alla fine di luglio. “Il problema non si è posto più di tanto – continua Fusero – perché nel periodo estivo la frequenza è molto ridotta e non c’è grande necessità di illuminazione o riscaldamento”.

Dove risiede, dunque, la logica di una situazione del genere? “Probabilmente – continua il docente – si pensava che per settembre si sarebbe andati in appalto e l’impianto sarebbe stato realizzato. Intanto è stata fatta l’inaugurazione pubblica, i problemi si sarebbero risolti in seguito”.

Purtroppo qualcosa è andato storto e il problema si è certamente aggravato dal licenziamento del dirigente generale di Ateneo Napoleone. La costruzione della palazzina è stata, infatti, commissionata dall’Ateneo e non dalla Facoltà. Ci servirebbe quindi una pressione da parte dell’Ateneo stesso, cosa improbabile in un momento di vuoto dirigenziale.

Gli studenti, intanto, non ci stanno e vogliono sapere perché sono costretti a fare lezione in maniera a volte disumana quando a loro disposizione ci sarebbe un’intera palazzina nuova di zecca.

“C’è sicuramente qualcuno che ha delle risposte – afferma Maria Ritoli, rappresentante della lista di Au – e ci devono spiegare il motivo per cui ci fanno fare lezione seduti per terra!”.

“Anche perché – si urla dalla platea – alle matricole di quest’anno e dell’anno scorso nel momento dell’iscrizione è stata chiesta una tassa di 100 euro di spese laboratori proprio per usufruire del nuovo polo!”.

Tra le iniziative proposte dall’assemblea è prevista la partecipazione di tutti gli studenti al prossimo consiglio di Facoltà ed è già partita una raccolta di firme per comunicare che tutti gli studenti, e non solo i rappresentanti, ci saranno.

“Si tratta di un consiglio straordinario deliberato lo scorso 5 ottobre – afferma Antonio Manicini di Espressione Libre – che si terrà il 25 e in cui chiederemo al preside e ai responsabili del progetto, o chi per loro, di relazionare sulle responsabilità della mancata apertura del Polo Micara”.

Richiesta che, secondo quanto affermato dal prof. Rovigatti, è stata già effettuata nei confronti del Rup D’Asdia, “invitato a presentare una relazione scritta su quello che sta succedendo”.

In previsione di questo consiglio straordinario, inoltre,  il prof. Calabrese ha promesso che si impegnerà ad informarsi sul perché la Asl non ha portato avanti le procedure per la concessione dell’agibilità della palazzina. Allo stesso tempo, in accordo con i professori, gli studenti hanno deciso di effettuare le lezioni della settimana precedente il 25 ottobre proprio nel nuovo polo.

“Senza elettricità e senza riscaldamento – si alza una voce – ma tanto le condizioni in cui facciamo lezione ora non sono chissà quanto migliori!”.