PESCARA – Cinque arresti all’alba dalla Squadra mobile di Pescara, diretta dal vice Questore aggiunto Pierfrancesco Muriana, con il supporto della Squadra Mobile di Chieti, sotto la direzione del pm Salvatore Campochiaro, nei confronti dei componenti di una pericolosa banda criminale di romeni accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, estorsione, lesioni, violenza privata e minacce.

Decisiva la collaborazione di una delle ragazze riuscita a fuggire dai suoi aguzzini. Ricostruito un giro d’affari di almeno centomila euro al mese. Inquietanti le intimidazioni nei confronti della ragazza.

Gli arrestati sono: Vasilica Coman, 32 anni, Florian Nanu (26), Chiazim Iuseim (45) e Stefania Sin (25), moglie di Vasilica Coman. Come hanno spiegato gli inquirenti in conferenza stampa alla Questura di Pescara, le indagini proseguono per risalire alla quinta persona, Ionel Cristea (30).

Coman, Nanu e Cristea, pur avendo cognomi diversi, sono fratelli. Gli inquirenti stanno cercando di rintracciare anche un’altra ragazza arrivata con la connazionale di 20 anni, la romena sfuggita agli aguzzini e che li ha denunciati, e stanno indagando per capire come un romeno sia riuscito a rintracciare la giovane donna dopo il trasferimento in una località segreta del nord Italia, dove ha poi partorito. Nel corso del blitz di oggi, sono stati sequestrati anche due “libri mastro” su cui gli sfruttatori segnavano gli appuntamenti e gli incassi giornalieri delle prostitute che vivevano a Francavilla al Mare (Chieti), oltre a 3.500 euro in contanti.

“Ti faremo partorire e poi venderemo il tuo bambino”, dicevano alla giovane romena fatta emigrare in Italia con la falsa promessa di un lavoro come badante, ma subito privata del passaporto e segregata in casa e costretta a prostituirsi con continue e pressanti minacce di morte, obbligata anche a rapporti sessuali non protetti, tanto che, poco prima della sua fuga, era rimasta incinta.

L’operazione di oggi fa seguito a quella condotta nell’ottobre del 2013, quando venne smantellata un’altra pericolosa organizzazione criminale, sempre di matrice romena, che aveva ingaggiato una vera e propria “guerra” con il gruppo che oggi è finito in manette.

Le indagini, durate quasi un anno, hanno avuto grande impulso proprio grazie anche alle dichiarazioni di una delle prostitute che, la scorsa estate, è riuscita a sottrarsi ai suoi sfruttatori per trovare rifugio presso le strutture dell’associazione “On The Road”, specializzata nel recupero delle vittime di tratta.

Lì la donna ha iniziato un duplice percorso di reinserimento sociale e di collaborazione giudiziaria, svelando organigramma e metodi di un’organizzazione particolarmente strutturata e agguerrita che gestiva un giro d’affari di almeno centomila euro al mese, sfruttando decine di giovani ragazze rumene.

Un’organizzazione talmente pericolosa al punto di essere in grado di scovare la donna, nonostante il suo trasferimento in una località protetta, e di farle pervenire le sue macabre minacce.

Una donna “di grande coraggio”. Così il capo della Squadra Mobile di Pescara, Pierfrancesco Muriana, ha parlato della ragazza romena attraverso la quale si è arrivati a sgominare una pericolosa gang di romeni che costringevano le ragazze alla prostituzione. “Due volte coraggiosa – ha detto Muriana in conferenza stampa – in quanto ha avuto la forza di ribellarsi ai suoi aguzzini, scappare e iniziare a collaborare con la polizia e poi per aver portato avanti la gravidanza, pur non sapendo chi fosse il padre, in quanto costretta ad avere rapporti non protetti”.

“Vorrei sottolineare anche la sinergia messa in campo da tempo – ha concluso il vice Questore Aggiunto – dall’associazione On The Road, con cui abbiamo abbiamo effettuato anche corsi di aggiornamento per i nostri agenti”.

Ulteriori particolari sull’operazione saranno forniti nel corso della conferenza stampa che si terrà alle 11 alla sala conferenze della Questura di Pescara.