PESCARA – I lavori di dragaggio al porto di Pescara, che stamane erano appena iniziati, sono stati bloccati dall’intervento della Guardia di finanza e dei carabinieri del Noe.
Dalle prime informazioni sarebbero emersi problemi per quanto riguarda il materiale che si stava dragando, il quale conterrebbe sostanze inquinanti, in particolare pesticidi.
Sul posto sono arrivati il rappresentante della Capitaneria di porto e il commissario straordinario per il dragaggio, Guerino Testa, presidente della Provincia di Pescara.
La darsena “Gino Cucco” è stata sottoposta a sequestro preventivo. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale dell’Aquila nell’ambito di un’inchiesta preesistente ma della quale non si sarebbe saputo nulla.
Ci sarebbero, infatti, alcuni indagati. I lavori iniziati stamane riguardavano il dragaggio della darsena commerciale. A occuparsi dell’intervento è la ditta “Gregolin Lavori Marittimi” di Venezia che si è aggiudicata l’appalto, promosso dal commissario straordinario, per rimuovere 72.621 metri cubi di materiali accumulati in questa parte dello scalo.
Il dragaggio è stato autorizzato dal ministero dell’Ambiente che ha anche disposto il monitoraggio ambientale da eseguire prima, durante e dopo i lavori.
È stato il gip Marco Billi a firmare il provvedimento su richiesta della Procura distrettuale antimafia dell’Aquila.
“L’intervento – ha spiegato il procuratore capo Alfredo Rossini – è il frutto di complesse attvità di indagini peritali disposte dall’autorità giudiziaria finalizzate a impedire l’immersione di sedimenti portuali contaminati da ddt (pesticidi, ndr)”.
Intervento che è servito “ad evitare un danno all’ecosistema marino”. “Tale intervento – ha rilevato Rossini – è finalizzato, altresì, a impedire che venga consumato il reato di traffico illecito di rifiuti”.
TESTA: “MI AUGURO CHE INCHIESTA FINISCA PRESTO”
“Mi auguro che l’inchiesta della procura della Repubblica dell’Aquila relativa al dragaggio del porto di Pescara si concluda nel più breve tempo possibile, considerata la situazione in cui versa lo scalo per il progressivo accumulo dei materiali e tenuto conto che la marineria e gli operatori commerciali pagano quotidianamente lo scotto di questo stato di cose”.
Lo afferma il commissario straordinario del porto, Guerino Testa, alla luce del sequestro della draga “Gino Cucco”, avvenuto questa mattina al porto di Pescara.
“Le analisi – dice sempre Testa – effettuate dai carabinieri del Noe su campioni di materiale della darsena del porto hanno prodotto risultati differenti rispetto alle analisi dell’Arta”.
“Per l’Agenzia regionale di tutela ambientale – prosegue il commissaio – il materiale poteva essere versato a mare mentre per i militari dell’Arma quel materiale contiene pesticidi”.
“Auspico che nelle prossime ore vengano predisposte nuove analisi per fare luce su questo punto e per capire in che modo si potrà andare avanti con il dragaggio, eventualmente pensando allo stoccaggio del materiale in un sito idoneo”, ha concluso Testa.






