PESCARA – Sono tanti, per l’Italia dei valori, i fronti emergenziali che si sono aperti e si apriranno in Abruzzo e riguardano terremoto, rifiuti, trasporti, sanità e acqua.
A parlarne sono stati oggi i rappresentanti del partito che hanno contestato le scelte portate avanti dalla Regione, e in particolare i poteri affidati al presidente Gianni Chiodi, e hanno annunciato delle azioni, anche a livello parlamentare.
Carlo Costantini ha commentato che per il terremoto “a distanza di 18 mesi i poteri continuano a essere nelle mani di pochi, per i rifiuti si sono interrotte le iniziative finalizzate a stimolare la riduzione della produzione del pattume, la raccolta differenziata e il riciclo e si profila un’emergenza”.
“Per i trasporti – ha proseguito – il taglio è di 50 milioni di euro e anche in questo caso si annuncia un’emergenza. Per la sanità i poteri commissariali di Chiodi si sono trasformati in uno strumento improprio di gestione del potere mentre per l’acqua si lavora per la costituzione di un Ato unico”.
Costantini ha concluso dicendo che tutte le emergenze abruzzesi “non sono state generate dalla natura ma dalla politica”.
Per Augusto Di Stanislao è indispensabile “entrare in un’ottica di programmazione, e bisogna mettere in campo scelte importanti” altrimenti da “regione verde si rischia di diventare una regione rossa, in termini di emergenza, e avremo una Terzigno tutta abruzzese.
Noi ci faremo sentire, e faremo una battaglia feroce a tutti i livelli, anche in Parlamento”. Alfonso Mascitelli ha parlato in particolare dei problemi della sanità, dalle “liste di attesa da terzo mondo” agli “80 milioni per la mobilità del 2009” e ha fatto notare che quello portato avanti non è un programma operativo ma un piano di rientro.
Ha anche osservato che “è ridicolo che l’autorevolezza della nostra regione sia legata alle nomine di Chiodi e Pagano”.
Mascitelli ha annunciato una interrogazione al ministro della Salute su spese obbligatorie.



