PESCARA – Una tragedia ha sconvolto oggi Pescara e il mondo del calcio italiano e internazionale.

Alla mezzora del match del campionato di serie B tra i biancazzurri e il Livorno, il centrocampista della formazione toscana Piermario Morosini si è accasciato a terra ed è stato trasportato d’urgenza in ospedale, dove è morto alle ore 16.45 dopo un’ora e mezza di massaggio cardiaco praticato dal medico Leonardo Paloscia, primario di Emodinamica all’ospedale pescarese, che stava assistendo all’incontro come semplice spettatore.

Una vicenda su cui la procura della Repubblica vuole vederci chiaro, pronta l’apertura di un’inchiesta.

Un dramma che ha distrutto i compagni di squadra e gli avversari di giornata: scene di dolore straziante tra i giocatori del Livorno che hanno saputo in diretta la morte del loro compagno di squadra e che sono usciti dall’ospedale abbracciati con i colleghi pescaresi.

L’allenatore dei biancazzurri, Zdenek Zeman, è sparito: “Aveva già subito la morte di Franco Mancini (preparatore dei portieri adriatico, ndr) poche settimane fa, questa per lui è la mazzata finale”, ha detto sconfortato il presidente del Pescara, Daniele Sebastiani. In serata si è appreso che il boemo si è rifugiato a Roma.

Subito si sono scatenate furiose polemiche per il ritardo dei soccorsi: come anticipato da AbruzzoWeb, l’arrivo dell’autoambulanza per soccorrere Morosini è stato ritardato dalla presenza di un’auto dei vigili urbani di Pescara parcheggiata malamente. Un vigile del fuoco ha sfondato un vetro e collegato i fili elettrici per metterla in moto e spostarla.

“L’auto c’era, ma purtroppo se non ci fosse stata non sarebbe cambiato nulla”, ha confermato a questo giornale il comandante del corpo, Carlo Maggitti. Dichiarazioni che hanno fatto il giro della rete, anche qui scatenando reazioni rabbiose.

In effetti i medici che sono intervenuti in campo hanno confermato che c’erano tutti gli strumenti per operare i primi soccorsi, tra cui due fibrillatori, ma che non sono serviti a nulla. “Per un attimo si è ripreso”, ha ammesso il medico del Pescara, Ernesto Sabatini, ma poi non c’è stato più nulla da fare.

La Federcalcio ha sospeso tutti i campionati, a partire da Milan-Genoa, il cui inizio era previsto alle 18. Possibile il recupero di questo turno domenica 22 aprile e lo slittamento del successivo a mercoledì 25. Fermi anche i tornei regionali, si è giocato solo un anticipo d’Eccellenza.

Dopo il decesso, la salma di Morosini è stata trasferita nell’obitorio dell’ospedale civile di Pescara. Il pubblico ministero della procura pescarese Valentina D’Agostino ha disposto l’autopsia, mentre il Comune ha annunciato un’indagine interna per chiarire l’accaduto.

“Faremo luce sulla vicenda, ma niente processi di piazza”, ha detto in una nota l’assessore Gianni Santilli.

La storia di Morosini è particolarmente sfortunata perché negli anni scorsi il giovane aveva perso i genitori e un fratello mentre attualmente assisteva una sorella gravemente malata. A queste vicende facevano da contraltare le ultime settimane spensierate: di recente il calciatore era stato in vacanza all’isola d’Elba, come testimoniato da una foto sul suo profilo Twitter che lo ritrae sorridente accanto alla fidanzata Anna.

La tragedia ha colpito il mondo del calcio ai massimi livelli: Juventus, Milan, Inter e decine di altre società, tra cui l’Udinese, in cui era cresciuto, hanno scritto note di cordoglio, così come il presidente della Fifa Joseph Blatter, mentre il Real Madrid impegnato in un posticipo serale ha osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Morosini.

Le home page dei siti dei principali organi di informazione italiani hanno riportato la notizia in apertura di giornale, anche molti quotidiani digitali stranieri hanno citato la morte del giovane giocatore.

IL VIDEO

 

 
POLEMICHE PER AUTOAMBULANZA ARRIVATA IN RITARDO

Polemiche sui ritardi dei soccorsi prestati al giovanissimo calciatore Piermario Morosini, deceduto oggi dopo un malore in campo.

Stando a quanto si è appreso l’ambulanza infatti non riusciva a entrare nello stadio perché l’ingresso era bloccato da alcune auto, tra cui una dei vigili urbani.

Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco che hanno rotto il finestrino dell’auto per rimuoverla e hanno dovuto far fare contatto ai cavi, come fanno in genere i ladri di autovetture. Si è perso in questo modo del tempo preziosissimo.

Morosini era cosciente quando è stato sollevato in barella dentro l’ambulanza, sul campo dello stadio del Pescara.

“Mi ha guardato negli occhi quando è entrato nella vettura – ha raccontato a Sky l’ad del Pescara, Danilo Iannascoli – Stiamo vivendo un dramma. L’ambulanza in ritardo? Non so, ma so che l’ingresso in campo era ostruito da una vettura”.

“Morosini – ha raccontato il dirigente – è caduto, ha provato a rialzarsi ma è ricaduto. Il nostro massaggiatore si è reso conto del dramma”.

IL COMANDANTE DEI VIGILI: ”AUTO C’ERA, MA SENZA NON SAREBBE CAMBIATO NULLA”

“Che ci fosse la nostra macchina è evidente dalle foto che vedo, ma da quello che leggo è altrettanto evidente che purtroppo non sarebbe cambiato nulla se non ci fosse stata”.

Si mostra fin troppo realista ma parla a fatica Carlo Maggitti, comandante della Polizia municipale di Pescara, corpo investito da un ciclone dopo la conferma di quanto appreso in anteprima da AbruzzoWeb, che una macchina della Municipale ha ritardato i soccorsi al calciatore del Livorno Piermario Morosini, morto oggi in ospedale dopo aver accusato un malore sul terreno dell’Adriatico.

Nell’affermare che non sarebbe cambiato nulla ricalca quanto già espresso a questo giornale da un medico dello sport, ossia che sono più importanti i soccorsi in campo, anche se l’imbarazzo traspare evidente dalle parole di Maggitti.

“Stiamo facendo un’indagine per vedere cosa è successo – prosegue il comandante – per verificare eventuali responsabilità, ma non abbiamo ancora notizie in merito. Non era in uno stallo di sosta comunque”.

“Vediamo se ci saranno responsabilità, per adesso non abbiamo nessun riscontro”, ripete in conclusione il comandante. (alb.or.)

IL COMUNE AVVIERA’ UN’INDAGINE INTERNA

Il Comune di Pescara avvierà un’indagine interna e collaborerà con l’autorità giudiziaria per fare chiarezza sulla vicenda del mezzo della Polizia municipale che bloccava l’accesso dell’ambulanza allo stadio.

Lo si apprende da fonti dell’amministrazione stessa.

Il sindaco Luigi Albore Mascia per il momento non rilascia dichiarazioni.

LE REAZIONI


COMUNE DI PESCARA: ”INDAGHEREMO MA NIENTE PROCESSI DI PIAZZA”

“Faremo piena luce sulla vicenda, ma lo faremo a mente lucida e soprattutto respingendo ogni tentativo di intentare processi mediatici”.

Lo afferma in una nota l’assessore alla Polizia municipale del Comune di Pescara Gianni Santilli dopo la tragedia della morte in campo di Piermario Morosini.

“La prima decisione assunta – scrive Santilli – è l’apertura di un’inchiesta interna per capire cosa sua accaduto. Se ci sono stati errori e leggerezze lo verificheremo. Faremo piena luce e chiarezza sulla vicenda, assumendo tutti i provvedimenti necessari. Già abbiamo garantito la massima disponibilità di tutti a collaborare con l’autorità giudiziaria affinché venga fatta piena luce e chiarezza su un dramma che ha sconvolto l’intera città, ma che non può e non deve generare processi di piazza”.

“Mi preme però sottolineare che, come emerge anche dalle riprese televisive – prosegue l’assessore – i soccorsi in campo ci sono stati e sono stati tempestivi perché durante ogni incontro di calcio a bordo campo ci sono medici, tre defibrillatori e medicinali e tutte le manovre della rianimazione sono state effettuate in maniera tempestiva direttamente sul campo, come previsto dal protocollo, anche dal primario di Cardiologia dell’ospedale civile Paloscia”.

Intanto su disposizione del sindaco Luigi Albore Mascia sono stati annullati gli eventi di apertura della Settimana della Cultura e rimandati a sabato prossimo.

I MEDICI IN CAMPO: ”IL DEFIBRILLATORE NON E’ SERVITO”

Sul campo i soccorsi a Piermario Morosini sono stati immediati, massaggiatori, medici e paramedici hanno effettuato le prime cure necessarie, “sul campo avevamo tutto, ossigeno, l’ambu (strumento per ventilare, ndr) e due defibrillatori”.

Lo ha confermato l’infermiere Marco De Francesco a una radio pescarese. E lo stesso medico del Pescara, Ernesto Sabatini, ha aggiunto che “quando c’è un arresto cardiaco, come nel caso di Morosini, prima bisogna fare il massaggio cardiaco, per almeno un paio di minuti: poi, se ci sono segnali elettrici, allora entra in funzione il defibrillatore. Ma sul campo – ha aggiunto – il defibrillatore non è stato usato perché è uno strumento che rileva automaticamente gli impulsi, e come in questo caso se non c’è impulso la macchina non parte”.

Per un attimo, ha confermato Sabatini, il ragazzo si era ripreso, poi però di nuovo il dramma.

“Quindi – ha proseguito – se non c’è impulso elettrico dal cuore o se il cuore ha ripreso a battere, il meccanismo automatico del defibrillatore non si mette in funzione. Per un attimo il ragazzo si era ripreso, quindi non serviva”.

“Poi – ha concluso Sabatini – so che in ambulanza hanno provato ancora ma senza esito, e che quando è giunto al pronto soccorso la prima cosa che hanno fatto è stata provare a mettere un pace maker via endovena proprio per ridare elettricità al cuore”.

IL CARDIOLOGO: ”IL CUORE NON HA MAI RIPRESO A BATTERE”

“Quando sono sceso in campo Morosini era in arresto cardiaco e respiratorio, abbiamo praticato il massaggio cardiaco per un’ora e mezza prima solo manualmente e poi con diversi strumenti, ma non c’è stato nulla da fare”.

Lo ha affermato il dottor Leonardo Paloscia, responsabile dell’Unità Coronarica dell’Ospedale di Pescara, che era allo stadio come tifoso e che per primo ha tentato di rianimare il giocatore.

“Non si può dire se la causa sia cerebrale o cardiaca, questo può stabilirlo solo una eventuale autopsia”, conclude.

PRESIDENTE LIVORNO: ”CONTRO IL DESTINO NULLA DA FARE”

“Siamo tutti a terra. Per noi è un momento durissimo, dal quale dovremo provare a uscire tutti insieme”.

Così il presidente del Livorno, Aldo Spinelli, ha commentato la morte di Morosini, ucciso da un attacco cardiaco durante Pescara-Livorno.

“Dobbiamo avere coraggio – ha aggiunto con la voce rotta dall’emozione – ma adesso siamo in stato confusionale. Purtroppo contro il destino non c’é niente da fare”.

DIRIGENTE PESCARA: ”DOPO I SOCCORSI ERA COSCIENTE”

Il calciatore Piermario Morosini era cosciente quando è stato sollevato in barella dentro l’ambulanza, sul campo dello stadio del Pescara.

“Mi ha guardato negli occhi quando è entrato nella vettura – ha raccontato a Sky l’ad del Pescara, Danilo Iannascoli – Stiamo vivendo un dramma. L’ambulanza in ritardo? Non so, ma so che l’ingresso in campo era ostruito da una vettura”.

“Morosini – ha raccontato il dirigente – è caduto, ha provato a rialzarsi ma è ricaduto. Il nostro massaggiatore si è reso conto del dramma”.

IANNASCOLI: ”SUPERCONTROLLI E POI SUCCEDE QUESTO”

“Speravamo in una buona notizia che purtroppo non è arrivata”.

Lo ha detto Danilo Iannascoli, amministratore delegato del Pescara, a Sky Sport 24 non appena appresa la notizia della morte di Piermario Morosini, il giocatore del Livorno morto dopo un malore in campo.

“Speravamo che ce la potesse fare. Abbiamo vissuto un altro dramma a 15 giorni dal nostro preparatore atletico Franco Mancini. Lui era da solo”, ha ricordato.

“Non è possibile che possano succedere queste cose agli atleti – ha poi sbottato – fermiamoci un attimo e riflettiamo. Ho visto questi occhi che mi stavano guardando, ero fiducioso, ho detto sta meglio, era in ottime mani del dottor Paloscia… Era distrutto anche lui alla fine”.

“Che possiamo fare? Una preghiera per questo ragazzo e sperare che non accada più. I giocatori sono sempre super controllati, veramente dobbiamo riflettere, hanno tutti i controlli del mondo e poi in campo a un ragazzo di 25 anni succede una cosa del genere”, ha concluso sconsolato.

IL MONDO DEL CALCIO


BLATTER: ”SOLO LACRIME, SONO VICINO AI FAMILIARI”

“Solo lacrime. Non ci sono parole per esprimere quello che ho provato quando ho saputo della morte di Piermario Morosini“.

Così il presidente della Fifa, Joseph Blatter, esprime su Twitter il cordoglio per la scomparsa del centrocampista del Livorno.

“La tragedia che ha colpito tutti coloro che gli volevano bene, è motivo di grande dolore per gli appassionati di calcio – scrive ancora Blatter – Non potendo essere fisicamente vicino ai familiari vorrei sottolineare come il mio affetto in questo momento è con loro”.

TOTTI: ”SOLO RISPETTO E SILENZIO”

“Crollare a terra e morire a 26 anni in un campo di calcio. Immagini scioccanti che rimarranno a lungo impresse nelle nostre menti. Davanti ad una tragedia così non ci sono parole: solo rispetto e silenzio”.

Francesco Totti, capitano della Roma, commenta così sul proprio sito ufficiale la tragedia avvenuta oggi a Pescara.

Piermario Morosini, giocatore del Livorno, è morto dopo un malore in campo.

NOVELLINO: ”LO AVEVO ALLENATO, HO RIVISTO RENATO CURI”

“È stato come rivedere Renato Curi“: è un Walter Novellino “profondamente triste”, quello che, al telefono con l’Ansa, riesce a pronunciare poche parole per ricordare Piermario Morosini, il giocatore morto oggi pomeriggio durante Pescara-Livorno, e che Novellino, ex tecnico dei toscani, aveva allenato a Reggio Calabria.

“Un ragazzo bravissimo, di poche parole, e un ottimo centrocampista ma con una gran voglia di arrivare”, dice Novellino che, ricordando la morte di Curi, suo compagno al Perugia di Castagner e morto dopo un malore durante un Perugia-Juventus, sottolinea come “la morte di un ragazzo su un campo di calcio sia un dispiacere per tutti, per chi lo conosceva e per chi ama il calcio e lo sport in generale”.

STOP A MILAN-GENOA, TANTI APPLAUSI E QUALCHE FISCHIO

Molti applausi e qualche fischio: questa è stata la reazione del pubblico del Meazza al messaggio dello speaker dello stadio che ha annunciato che Milan-Genoa non si sarebbe giocata in seguito alla morte di Piermario Morosini.

MARCHISIO: ”QUANTE SFIDE TRA I BABY”

“Non so cosa dire, pensare ad un amico oltre che collega, morire cosi’ su un campo di calcio!”.

Il centrocampista della Juventus Claudio Marchisio affida a un post su Facebook il suo cordoglio per la morte del centrocampista del Livorno Piermario Morosini, colpito da arresto cardiaco duranta la sfida con il Pescara.

“Non sono sicuramente la persona che lo conosceva meglio ma posso dire che era un ragazzo straordinario! – aggiunge il centrocampista della Juventus – Quante sfide fatte con lui nel settore giovanile, io con la maglia bianconera e lui con quella dell’Atalanta… poi l’Under 21 insieme!! Ci mancherai tantissimo Piermario”.

BARONIO: ”IL DESTINO GLI PORTO’ VIA LA FAMIGLIA E ORA LUI”

“Il destino gli aveva portato via tutta la famiglia”.

Anche Roberto Baronio, ex calciatore, piange Morosini, con cui ha condiviso la maglia dell’Udinese nel 2006.

“Quando ero a Udine, Mario arrivò dalla Primavera. Era un ragazzo d’oro, aveva perso i genitori e un fratello. Il destino gli aveva portato via la famiglia”, dice Baronio a Sky Sport24.

“E il destino ha portato via lui”, aggiunge.

“Piermario ha giocato in tante squadre, molti colleghi ora saranno scossi. È giusto che il calcio si fermi”.

IL CORDOGLIO DELL’INTER

L’Inter piange la scomparsa di Piermario Morosini.

“Il presidente Massimo Moratti e tutta la Fc Internazionale, Andrea Stramaccioni e la squadra partecipano al grande dolore per la scomparsa di Piermario Morosini, abbracciano la famiglia e sono vicini all’Udinese Calcio e all’As Livorno Calcio”, si legge nella nota del club nerazzurro.

IL CORDOGLIO DEL PALERMO

Il Palermo sul proprio club ufficiale dà la notizia della morte di Morosini ed esprime il proprio cordoglio.

“Il presidente Maurizio Zamparini e l’intera società di viale del Fante si stringono attorno alla famiglia Morosini, all’As Livorno Calcio e all’Udinese Calcio”.