PESCARA – “Questa mattina si sono ritrovati gli stessi pescatori, operatori commerciali, Comandante della Capitaneria e Questore a cercare di trovare le giuste sintonie per far si che i Ministeri competenti possano, già da domani con l’incontro con il sottosegretario all’Ambiente Giampiero Catone, avere sulle proprie scrivanie elementi concreti che possano sancire, in maniera inequivocabile, il fallimento della procedura di dragaggio in atto e predisporre altre e più consone misure che ridiano funzionalità alle strutture portuali di Pescara”.
In una lunga nota Enzo Delvecchio, consigliere comunale del Partito democratico, ritorna sui fatti della marineria pescarese.
Il Pd di Pescara insiste nel dire che “alla fine la marineria e gli operatori commerciali hanno visto accolte, da parte della Capitaneria di Porto, le legittime istanze avanzate da molti mesi e che nessuna Istituzione prima d’oggi si è sentita di raccogliere”.
Delvecchio in qualche modo legittima la protesta della marineria perché “soli, come è oramai consuetudine in questa città, queste categorie hanno scritto, protestato e infine manifestato tutto il loro disagio per l’abbandono e la superficialità con i quali vengono affrontate le tematiche sociali ed economiche della filiera fiume-mare del nostro territorio”.
“Per dare sicurezza e serenità al proprio lavoro, ai propri mezzi e alle proprie vite – aggiunge – hanno gridato a squarciagola contro le procedure di dragaggio poste in essere e sulla loro completa inutilità senza che nessuno prestasse loro attenzione. Lontana la Regione e lontanissimo il Comune non hanno potuto che contare solo ed esclusivamente sulle proprie energie, che hanno messo in campo in questi due giorni, per far comprendere in quale dramma si trovassero a operare o, ancora, far conoscere quale perdita di economia alcuni hanno subito per l’impossibilità di far entrare le navi nel porto di Pescara”.
E se ora le istituzioni ascoltano gli operatori si deve secondo Delvecchio “alla caparbia azione della marineria, degli operatori commerciali e di quanti dall’opposizione e dalla Città se oggi è stato possibile far certificare dalla massima autorità Istituzionale competente, quale è la Capitaneria di Porto di Pescara, che il porto di Pescara è oramai collassato ed incapace di accogliere e movimentare le imbarcazioni pescherecce e commerciali”.
“Con proprio ordinanza, infatti – aggiunge – la Capitaneria di Porto accerta che, dai rilievi batimetrici eseguiti, si è constatato un ulteriore peggioramento della condizione dei fondali del porto di Pescara, nonostante i lavori di dragaggio eseguiti, e pertanto si dispone la interdizione alla navigazione all’interno del Porto canale alle imbarcazioni da pesca e che queste, in via straordinaria ed eccezionale, potranno trovare ormeggio presso il porto commerciale”.





