PESCARA – “Vogliamo affrontare il problema del mercato etnico delle aree di risulta che dura da vent’anni”. Così il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, ha spiegato il Consiglio comunale straordinario sul tema che si è svolto ieri.
Un Consiglio convocato per parlare appositamente del commercio ambulante in città e del mercato delle aree di risulta e del suo trasferimento.
“Il mercato vive in condizioni non idonee di sicurezza e igiene – ha continuato il sindaco – Ad agosto facemmo una Ordinanza di sgombero ancora vigente, ma a cui non abbiamo poi dato seguito perché credevamo che risolvere il problema con i blindati non era la cosa migliore. Dobbiamo invece fornire soluzioni durature secondo le regole. Dobbiamo porre il tema della sicurezza del rispetto delle regole e dell’integrazione. Così dopo aver svolto una ricognizione delle aree disponibili – ha spiegato – abbiamo individuato come sede ideale lo spazio collocato nel terzo sottopasso della Stazione Centrale in cui abbiamo svolto sopralluoghi anche con la Polfer, e con l’ausilio delle relazioni della Asl e dei vigili del fuoco. Una collocazione che riteniamo migliorativa di quella attuale anche per i profili di sicurezza, per i costi, ma anche per favorire l’integrazione fra le persone”.
“Non è una soluzione, ma solo mettere la polvere sotto il tappeto – ha commentato il consigliere di Forza Italia, Marcello Antonelli – Polvere che stiamo nascondendo e che rimane, considerando quello che vuole far l’amministrazione Alessandrini di nascondere alla città e anche forse alla sua coscienza la presenza di una realtà che è illegale perché parliamo di presenze non autorizzate, considerando che non c’è un solo ambulante di questo mercato che sia in possesso delle autorizzazioni e che paghi le tasse come le pagano gli altri operatori italiani. E allora noi prospettiamo – ha continuato – una soluzione che riteniamo l’unica seria e che favorisce l’integrazione sia quella di prevedere all’interno dei mercati rionali che si svolgono in città quote di mercato etnico aperte queste quote alla presenza di tutti coloro che si mettono in regola con le autorizzazioni, che pagano le tasse e che insomma rispettano le stesse regole che sono costretti a rispettare gli operatori italiani”.
Molti i dubbi posti anche dal portavoce dei commercianti di via De Gasperi, Marco Forconi.
“Non vogliamo dibattere su questioni politiche – ha spiegato – ma vogliamo parlare di questioni e di problemi, mettendo in evidenza come il sito individuato nella stazione ferroviaria non può essere una soluzione credibile sua dal punto amministrativo e tecnico e in particolare dal punto di vista commerciale, ci chiediamo: quanto pagheranno questi ambulanti di affitto, quanto di corrente, ci saranno ancora controlli, la merce da dove verrà e quanti sono quelli in possesso di regolare licenza. Non possiamo tollerare che il sindaco trovi prima una soluzione dal punto di vista ubicativo e poi deleghi le forze dell’ordine al controllo”.
In mattinata, nel corso di una conferenza stampa anche i consiglieri del M5s avevano manifestato la loro contrarietà alla soluzione prospettata dall’amministrazione Alessandrini.
Al consiglio comunale hanno preso parte alcune decine di commercianti del mercato etnico dell’area di risulta, ma anche diversi ambulanti e commercianti che operano quotidianamente nei mercati rionali cittadini.





