PESCARA – Una mobilitazione generale di tutti i cittadini, al di là delle appartenenze politiche, è la proposta del Pd al Comune di Pescara, dopo che la riunione di Roma fra i vertici dell’Anas e i politici abruzzesi della maggioranza, non avrebbe risolto il problema del pedaggio sull’asse attrezzato che collega Chieti a Pescara che si pagherà dal primo maggio.
Non si esclude addirittura il blocco dell’importante arteria. “La verità – ha dichiarato il capogruppo Pd al Comune di Pescara Moreno Di Pietrantonio – è che l’incontro di Roma è stato un fallimento. Il pedaggio è sempre più vicino. Questo è il risultato dell’incapacità politica e dell’indifferenza di Regione, Provincia di Pescara e Chieti e delle due amministrazioni comunali”.
“Il faccia a faccia con il presidente dell’Anas Ciucci – spiega Di Pietrantonio – è stato un flop. Lo stesso Ciucci ha detto ai nostri governanti che l’Anas applica la legge e che le eventuali risposte al decreto, spettano al Governo”.
Il capogruppo Di Pietrantonio ha poi fatto riferimento all’iniziativa parlamentare dell’anno scorso, da parte del senatore Pd Giovanni Legnini.
“In quell’occasione Legnini – rilancia Di Pietrantonio – propose un emendamento alla Commissione Bilancio, per declassare l’asse attrezzato da raccordo autostradale, a strada a scorrimento veloce. E in quell’occasione sapete cosa fecero i parlamenti abruzzesi del centrodestra? Votarono contro. Noi lanciammo l’allarme e fummo ignorati, oggi invece a distanza di mesi chi votò contro quell’emendamento si mobilita, e in ritardo, per scongiurare il pedaggio che è invece dietro l’angolo. È inaccettabile quello che è accaduto. Il centrodestra ha dimostrato la sua irresponsabilità, e a pagare saranno così i cittadini, che noi oggi invitiamo a mobilitarsi per dire no a questo balzello ingiusto”.
Il Pd, oggi, ha parlato anche del problema dragaggio del fiume Pescara. “Il porto di Pescara – ha detto ancora Di Pietrantonio – è morto. L’incagliamento della petroliera e del rimorchiatore non fanno che dimostrarlo. Se non si riprenderà subito il dragaggio, le conseguenze saranno gravissime. Il porto di fatto è chiuso e Pescara sta morendo”.






