L’AQUILA – Demoliscono gli edifici, ma non avvertono i proprietari. Questo almeno è quanto emerge dalla segnalazione inviata ad Abruzzoweb da Germania Rossi, una degli intestatari di questi immobili sottoposti a sostituzione edilizia, vale a dire demolizione e ricostruzione completa.
Dalla parole della donna sembrerebbe infatti che nessuno, nemmeno il presidente di Consorzio interessato, sapesse degli interventi di demolizione che ieri mattina sono avvenuti sui palazzi che si trovano nella zona del Colle, nella popolosa frazione aquilana di Paganica.
Di conseguenza, nessuno dei proprietari ha avuto la possibilità di riappropiarsi dei beni e dei ricordi presenti al loro interno.
“Il Comune dell’Aquila e l’impresa costruttrice hanno proceduto alla demolizione di edifici di proprietà nella zona Colle, senza avvertire noi proprietari – afferma la Rossi – Nell’ordinanza del 2009, riguardante le demolizioni, non si parla di obbligo di informazione ai proprietari degli edifici della data di avvenimento della demolizione, ma sarebbe buona norma, tanto per il Comune quanto per l’impresa, portare il presidente del Consorzio a conoscenza del giorno in cui le demolizioni dovrebbero avvenire, in maniera che i proprietari abbiano la possibilità di togliere dall’edificio mobili, ricordi e quant’altro conservato ancora in essi”.
“Noi non abbiamo potuto portar via nulla – continua – perché ci siamo trovati di fronte al fatto compiuto. Da questa maniera d’azione del Comune e delle imprese emerge l’intenzione di abusare della pazienza di noi terremotati, giacché queste demolizioni sono programmate e non eseguite in situazioni di emergenza”.
“Occorre sottolineare che l’informativa ai proprietari, tramite il presidente di Consorzio, dovrebbe essere un atto dovuto – conclude – Questo, che mi sembra un illegittimo silenzio serbato dal Comune e dalle ditte esecutrici, dovrebbe farci riflettere se chiedere un’ordinanza che obblighi il Comune e le Ditte ad informare i proprietari in anticipo, della data di demolizione delle proprie abitazioni”. Mariangela Speranza



