SULMONA – La mega-variante dell’autostrada A25 in Valle Peligna sarà destinata ad accorciare le distanze tra Pescara e Roma, ma per ora crea divisioni politiche in particolare dentro al Partito democratico.

Schierati come un sol uomo a favore dell’intervento il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e Cesare Ramadori, amministratore delegato di Strada dei parchi, società della holding dell’imprenditore pescarese Carlo Toto, che gestisce le autostrade A24 (Roma-L’Aquila-Teramo) ed A25 (Torano-Pescara).

Contrari o comunque molto perplessi, tanti sindaci delle aree interessate all’epocale intervento, compreso quello di Pratola Peligna nonché presidente della Provincia dell’Aquila, il piddino Antonio De Crescentiis. Ribadisce il suo no il candidato sindaco del Pd Bruno Di Masci, che in corsa per il ballottaggio delle comunali di Sulmona. Lancia strali Apindustria dell’Aquila.

Che la pratica però stia andando avanti lo conferma anche la notizia, data dal quotidiano on line Zac7.it, secondo cui sul tavolo del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio sarebbe arrivato anche un documento di Giunta regionale in cui viene tracciato il progetto di massima, che dovrebbe avere un costo di circa 5,7 miliardi di euro.

L’assessore regionale di Abruzzo civico Andrea Gerosolimo, ispiratore della candidatura di Annamaria Casini che si contende la poltrona di sindaco di Sulmona con Di Masci, ha affermato che “non è stata assolutamente adottata alcuna deliberazione dalla Giunta regionale”, e non nasconde perplessità sull’attuale ipotesi di tracciato

Per D’Alfonso, grande fautore dell’intervento, l’opera va inserita però nella più ampia visione del corridoio trans-europeo, che collegherà Albania, Italia e Spagna, che darebbe accesso ai cospicui fondi europei. Un destino ineluttabile, insomma, o poco ci manca.

Il tracciato rivisto e corretto, per andare incontro alle critiche iniziali di molti sindaci della Valle Peligna, prevede che il casello di partenza del bypass sarà realizzato a Vittorito e non più a Popoli, per aggirare il bacino imbrifero delle sorgenti del fiume Pescara.

Da Vittorito dovranno poi partire una serie di gallerie che sbucheranno prima nella valle Subequana, con svincolo a Castel di Ieri, e poi nella conca del Fucino, con una galleria sotto gli ultimi contrafforti a sud del Monte Sirente, all’altezza di Aielli, riagganciandosi alla A25 prima di Avezzano.

In questo modo si taglieranno 27 chilometri di autostrada tra Pescara e Roma, con tempo di percorrenza ridotto, secondo Strada dei Parchi a 40 minuti, anche in virtù dell’eliminazione di curve e pendenze, che secondo i tecnici, innalzerebbe la velocità media di percorrenza dai 90 ai 120 chilometri orari.

La modifica creerà due rami secchi: il primo, tra Pratola-Sulmona e Cocullo, sarà abbattuto e smantellato completamente. Mentre i tratti tra Pratola e Popoli-Vittorito e tra Cocullo e Aielli resteranno aperti declassati ad asse attrezzato. Non è chiaro se a pagamento o meno.

Ad Abruzzoweb Cesare Ramadori rinnova il suo sostegno all’opera.

“Il progetto dell’accorciamento dell’autostrada A25 è allo studio del Ministero – spiega l’ad di Strada dei Parchi – e siamo fiduciosi che presto arriverà l’ok. È un progetto a cui crediamo molto, del resto parliamo di un tracciato pensato quarant’anni fa, che va ora adeguato in base alle nuove esigenze. Voglio a tal proposito ricordare che anche la Salerno-Reggio Calabria, rispetto al tracciato iniziale, è stata completamente rinnovata per rispondere alla nuova geografia urbana, ed nuove esigenze di collegamento”.

E garantisce: “il progetto una volta avuto il via libera, potrà essere portato a termine nel giro di sette o otto anni”.

Apindustria, ai ferri corti con Strada de Parchi per i pedaggi costosissimi, gli risponde però a stretto giro, bocciando la proposta di modifica del tracciato come strumentale solo a estendere la concessione di ulteriori 45 anni.

In un lettera di fuoco inviata proprio a Del Rio il segretario generale Massimiliano Mari Fiamma, arriva a chiedere di non prorogare la convenzione a Strada dei Parchi, e di rivedere quella già in essere, ricordando che “la gestione delle tratte autostradali A24 e A25, che percorrono l’intero territorio abruzzese, costituiscono uno dei principali problemi per il rilancio dell’economia locale visto che dal 2003 Strada dei Parchi sta contribuendo ad aumentare le già note criticità del sistema produttivo locale avendo reso queste tratte tra le più costose d’Italia. Considerando che, ad esempio, né L’Aquila né Teramo possono contare sul trasporto ferroviario di mezzi e persone a causa dell’assenza della relativa tratta, l’utilizzo dell’autostrada costituisce di fatto un monopolio assoluto del settore. E il risultato di questa inarrestabile escalation è che oggi le aziende locali devono affrontare un costo dei trasporti su gomma di circa il 16 per cento più alto delle altre regioni del centro Italia”.

Apindustria anche per questa ragione boccia il progetto di variante.

“A fronte di quanto descritto la Strada dei Parchi – si legge nella missiva – ha recentemente presentato al Governo un piano di investimenti per la ‘sistemazione’ delle tratte gestite di circa 5,7 miliardi, cifra che ci lascia molto perplessi in quanto congrua anche per rifarle interamente da capo, sempre in nome della ‘sicurezza’ degli utenti e di un risparmio di circa 30 chilometri. Il costo sarebbe quasi interamente a carico della stessa Società a condizione che si proceda ad estendere la concessione di ulteriori 45 anni”.

“In modo semplicistico – incalza dunque Apindustria – si potrebbe osservare che, in primo luogo, si è ritenuto che in un simile lasso di tempo si producano utili per oltre 6 miliardi e il che stride con le su citate affermazioni di costi insostenibili di manutenzione, e che le numerosissime proteste sollevatesi da ogni parte nel corso di questi 13 anni di gestione siano totalmente infondate”.

Sulle barricate anche il candidato sindaco di Sulmona Bruno Di Masci, sostenuto dal Pd.

“Non è accettabile – spiega in una nota – che la Giunta regionale approvi il progetto di bretella autostradale per ridurre i tracciati dell’A24 e A25 senza la minima considerazione per i cittadini peligni, aggravando con questa decisione l’isolamento del centro Abruzzo”.

Quello che non sta bene a Di Masci è la chiusura del casello di Popoli e il declassamento ad attrezzato dei collegamenti attuali tra Pratola e Popoli-Vittorito e tra Cocullo e Aielli.

“La comunità sulmonese e dell’intero territorio peligno – ammonisce di Masci – non può ancora una volta subire in silenzio decisioni penalizzanti ed ha il diritto sacrosanto di essere interpellata ed ascoltata dal Governo regionale”.

Contattato da Abruzzoweb, anche De Crescentiis conferma tutta la sua perplessità, riconoscendo però come positivo l’aver previsto una variazione progettuale per evitare di devastare l’area delle sorgenti del fiume Pescara, prevedendo l’inizio del bypass no più a Popoli, ma a Vittorito. E apprezza anche l’idea di abbattere il viadotto tra Pratola e Cocullo, che restituirà ala vallata alla sua originaria integrità paesaggistica. Resta però irrisolto il tema non certo secondario del rischio sismico.

“L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha già evidenziato – ribadisce De Crescentiis – che la variante autostradale attraverserebbe da una a tre faglie attive e sismogenetiche, quelle del Fucino, della media Valle dell’Aterno-Valle Subequana e quella del Morrone e che, in caso di attivazione delle stesse, con terremoti di magnitudo pari alla massima attesa, l’opera, in gran parte galleria, sarebbe inutilizzabile e, peggio, potrebbe diventare una trappola mortale per gli automobilisti che si trovassero ad attraversarla, anche perché impraticabile per i soccorsi”.

Un pericolo che, si suppone, sarà attentamente valutato nell’analisi di fattibilità della mega opera, assieme all’impatto sulle falde idriche che rischiano di essere “bucate” dai lunghi tratti di gallerie previste.

Infine Gerolsolimo. “Sarà mia precipua cura vigilare attentamente – tiene a sottolineare – affinché non venga realizzata un’opera che, così come rappresentata, si palesa gravemente penalizzante per le prerogative della Valle Peligna e dell’Alto Sangro in quanto sembra, in concreto, allontanare il nostro territorio dalla infrastruttura autostradale – ha detto Gerosolimo – Nella malaugurata ipotesi di decisioni in contrasto con gli interessi del territorio rappresentati dalle istituzioni locali, non esiterò, analogamente a quanto avvenuto in altre circostanze (Punto nascite dell’ospedale di Sulmona), ad intraprendere conseguenti iniziative politiche”.

Una minaccia non nuova per il presidente D’Alfonso, visto che nell’estate 2014 Gerosolimo assieme a Mario Olivieri suo collega di Abruzzo civico e a Luciano Monticelli del Pd, ha fatto precipitare nella crisi la maggioranza all’Emiciclo. Crisi risolta con un posto in giunta assicurato a Gerosolimo.