L’AQUILA – “Il Comune dell’Aquila non si è fatto carico degli impegni assunti, venendo meno anche alle proprie funzioni di Ente di controllo e di tutela. Ancor più grave se consideriamo che tali richieste arrivavano dal basso, da Comitati e cittadini, che avevano riposto fiducia nell’operato dell’Amministrazione”.
Così, in una nota, il Comitato No Snam dell’Aquila, che ricorda: “Lo scorso 22 luglio 2026 è scaduto l’ultimo termine utile entro cui i Comuni interessati dal progetto ‘Linea Adriatica’ di Snam potevano inviare osservazioni e pareri rispetto alle cosiddette ‘ottimizzazioni’ presentate dalla Società sul tracciato. Come Comitati No Snam avevamo già espresso pubblicamente forti perplessità su tali modifiche, invitando tutti gli Enti coinvolti ad assumersi la responsabilità del proprio ruolo e a richiedere le necessarie integrazioni documentali. Una facoltà precisa, quella di vigilanza, che spetta in primo luogo ai Comuni”.
“Nel caso specifico del Comune dell’Aquila – spiega il Comitato – il dovere era ancora più stringente: poche settimane prima della comunicazione del Ministero dell’Ambiente e di Snam riguardo alle ‘ottimizzazioni’, il Consiglio comunale aveva infatti approvato all’unanimità un Ordine del Giorno che impegnava Sindaco e Giunta a richiedere specifiche documentazioni e approfondimenti tecnici mai resi pubblici da Snam”.
“Ad oggi nulla di tutto questo è stato fatto. L’Ordine del Giorno non è stato rispettato e i termini sono scaduti. Per noi si tratta di un fatto gravissimo”, viene sottolineato.
“Come Comitato ribadiamo che la battaglia non si fermerà qui. Continueremo a manifestare il nostro dissenso nelle sedi istituzionali e nelle piazze, contro un’opera che riteniamo pericolosa, dannosa e imposta dall’alto, e che mette a rischio l’ambiente, la sicurezza e la salute delle nostre comunità”, conclude la nota.





