L’AQUILA – “E’ oramai chiaro che per l’amministrazione di destra la Perdonanza celestiniana è soltanto un’occasione per alimentare la macchina della propaganda con investimenti milionari ad affidamento diretto, e per lo più ai ‘soliti noti’, per concerti, eventi, palchi, palchetti, luci e service. Ogni anno Biondi si inginocchia davanti la Porta Santa, rilascia dichiarazioni sull’attualità del messaggio di Celestino, sulla universalità dell’esempio di solidarietà e accoglienza di cui la nostra Perdonanza è portatrice: le politiche della sua Giunta, però, vanno in tutt’altra direzione”.

Il Partito democratico L’Aquila esprime solidarietà al Movimento celestiniano rispetto alle recenti parole dell’assessore comunale leghista Francesco De Santis sull’accoglienza dei 24 migranti costretti, da giorni, a dormire al freddo, sotto la pioggia.

“Un gesto di umanità e coerenza evangelica, quello che avrebbe fatto San Francesco d’assisi e Pietro Celestino”, aveva sottolineato il presidente del Movimento celestiniano Paolo Pierino Giorgi, nell’annunciare l’iniziativa volta ad ospitare nella chiesa di San Bernardino in Piazza d’Armi i migranti senza senza fissa dimora che, dallo scorso autunno, arrivano all’Aquila passando le notti in strada al freddo.

Un gruppo di 24 stranieri è già stato selezionato e sottoposto a visita medica. Potranno trattenersi in chiesa dalle 20 alle 10 del mattino seguente, dopo aver cenato alla vicina mensa dei poveri.

Ha dunque tuonato De Santis, che persegue la linea dura del Comune dell’Aquila dell'”accoglienza zero per i clandestini”, già annunciata dal sindaco Pierluigi Biondi di Fdi.

“Diffidiamo pubblicamente il sig. Giorgi dal realizzare un dormitorio all’interno della struttura di San Bernardino in Piazza d’Armi – ha intimato l’assessore -. Sulla struttura religiosa pende un’ordinanza di demolizione che, nel più breve tempo possibile, verrà perfezionata alla luce della sentenza n. 2113/2025 del Consiglio di Stato che conferma le buone ragioni del Comune dell’Aquila”.

Aggiungendo: “la struttura è del tutto abusiva ed in alcun modo il Comune dell’Aquila autorizzerà mai la realizzazione di un dormitorio per, come scrive il sig. Giorgi, ’24 afghani e pakistani’ all’interno della chiesa di San Bernardino. Abbiamo ribadito in Prefettura tutti i nostri dubbi in merito alla proposta fatta dalla Fraterna Tau. Proposta che, alla luce dei comunicati stampa fatti dall’associazione, che ben conosce le reali condizioni della struttura, scade nella provocazione”, conclude De Santis.

Non si è fatta attendere la reazione durissima del Pd cittadino, che annuncia anche che il senatore Michele Fina sta predisponendo un atto parlamentare di denuncia e di sostegno e chiede che il Vescovo “possa dire una parola rispetto alla violenza espressa, in queste ore, dagli amministratori della città”. All’attacco anche Paolo Romano di Italia viva e Lorenzo Rotellini di Sinistra italiana.

“Si chiude oggi l’anno giubilare concesso da Papa Francesco che, nelle roboanti dichiarazioni del sindaco e della Giunta comunale, avrebbe dovuto rappresentare – parole di Biondi – “una straordinaria occasione per la città e tutto il suo territorio”: occasione persa, evidentemente. L’ennesima -, esordisce la nota del Pd -. Siamo arrivati al punto che un assessore comunale ha intimato al Movimento celestiniano di lasciare al gelo, sotto la pioggia, 24 ragazzi giunti da lontano in cerca di accoglienza, di una opportunità di sopravvivenza. Siamo arrivati al punto che un assessore comunale, esponente di un partito, la Lega, il cui leader, fino a qualche tempo fa, portava il rosario tra le mani durante i comizi elettorali, minacci esplicitamente il Movimento celestiniano parlando di demolizione dell’unica struttura in città che garantisce un pasto caldo, vestiti e solidarietà alle persone più fragili, italiani o stranieri che siano. Si fa cenno al presunto abusivismo della struttura sebbene ci fu un provvedimento di Bertolaso, nel post sisma, che volle fortemente la realizzazione di quel progetto edilizio”.

“Eccolo, il volto nero della città che si racconta portatrice di un messaggio universale di pace, accoglienza e solidarietà. Da tempo chiediamo, purtroppo inascoltati, di aprire in città un dormitorio per senza tetto, come ne esistono a Pescara e Giulianova, per esempio, città governate da giunte di destra; da tempo chiediamo un luogo che offra temporanea accoglienza notturna: il minimo che una municipalità possa fare per dare un poco di conforto ai migranti giunti in città per chiedere di entrare nei circuiti dell’accoglienza e a coloro, tante e tanti, che si ritrovano in uno stato di indigenza. Nessuno merita di dormire all’addiaccio, sotto la pioggia, qualsiasi sia la causa per la quale si ritrovi in questa condizione, in particolare all’Aquila, quando d’inverno le temperature si fanno gelide”.

L’emergenza di queste ore, prosegue il Pd, “lo dimostra: il Presidente del Movimento celestiniano, impossibilitato ad offrire altre soluzioni, propone di ospitare i migranti per la notte nella chiesa di San Bernardino, a Piazza d’Armi, laddove sarebbero disponibili anche una mensa e servizi igienici. E l’amministrazione che fa? Gli intima di lasciarli al freddo, minacciando di demolire la struttura; gli intima di essere disumano, in altre parole. Ci chiediamo: la posizione di De Santis è condivisa dal sindaco e dalla sua Giunta? Se non lo è, chiediamo al primo cittadino di ritirare immediatamente le deleghe all’assessore che, d’altra parte, dovrebbe occuparsi delle sue mansioni piuttosto che dei migranti, considerato che non è riuscito a realizzare niente di niente, dal nuovo Piano regolatore alla demolizione – questa sì, attesa – delle casette abusive realizzate a seguito del terremoto con delibera 58 e diventate occasione di ‘scambio elettorale’ per diversi esponenti della destra”.

Al contrario, “se Biondi e la sua Giunta condividono la posizione dell’assessore, chiediamo che lo si dica esplicitamente, che cada finalmente la maschera di un’amministrazione che si riempie la bocca di parole d’accoglienza e solidarietà nei giorni della Perdonanza ma che ha deciso di calpestare quei valori. Altro che città capitale italiana della cultura, che dovrebbe significare anche apertura all’altro: L’Aquila si candida al titolo di capitale italiana della disumanità, e del mancato soccorso ai bisognosi. È ora di dire basta, la città non può voltarsi dall’altra parte: L’Aquila è altro, L’Aquila merita altro. Per questo, saremo accanto al Movimento celestiniano e contrasteremo, in ogni modo, qualsiasi tentativo di ostacolarne l’opera quotidiana a sostegno degli ultimi. Chiediamo con forza che si aprano le porte della Chiesa di San Bernardino, almeno per le prossime notti che si preannunciano gelide: non possiamo accettare che ragazzi rischino la vita al gelo. Altrimenti, che si trovi una soluzione alternativa. L’amministrazione comunale convochi le associazioni per allestire un’accoglienza dignitosa in emergenza: ci sono spazi pubblici in città, ricostruiti con i fondi delle italiane e degli italiani, ancora in disuso, che potrebbero offrire una soluzione temporanea, pensiamo al primo piano dell’ex asilo di viale Duca degli Abruzzi ma non solo.

ROTELLINI E ROMANO: “UN ASSESSORE LEGHISTA AUSPICA L’ABBATTIMENTO DI UNA CHIESA…”

“L’assessore De Santis parla da salviniano o da assessore all’urbanistica? Lecito chiederselo se, da assessore all’urbanistica, si augura l’abbattimento di una chiesa – quella di San Bernardino in Piazza D’Armi – inserita dal Ministero della Cultura nel censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi. La chiesa fu progettata dagli architetti Antonio Citterio e Patricia Viel, su specifica richiesta della stazione appaltante, cioè dall’allora Dipartimento della Protezione Civile all’inizio del 2010.

Poi ci fu il concorso internazionale di progettazione del parco urbano di Piazza d’Armi e la chiesa fu definita, dai vincitori del concorso, opera di qualità architettonica e con “una sua forte funzione per il quartiere, qualità che ci hanno indotto a mantenere questa struttura così come la piazza mercato e l’area sportiva.” Un ragionamento in tal senso era inserito proprio nel bando di concorso: non si andava con le ruspe di salviniana memoria come si vorrebbe oggi, ma su considerazioni rispettose degli accadimenti e delle realizzazioni.

Il Consiglio comunale, tra l’altro, nel 2021, si espresse in maniera chiara sulla struttura: un indirizzo politico che impegnava l’amministrazione a valutare una soluzione concordata e transattiva della controversia giudiziaria ancora in atto, capace di tenere insieme il rispetto delle norme amministrative, l’interesse generale e la tutela di un servizio sociale essenziale qualora si volesse parlare anche delle realizzazione della mensa di Celestino. Ma oggi parlare di quei ragazzi al freddo e al gelo vuol dire anche interessarsi di sicurezza e igiene pubblica per i cittadini aquilani, perché l’assistenza organizzata significa persone monitorate, seguite, non abbandonate per strada senza alcun controllo.

Lo stesso Consiglio aveva inoltre indicato la necessità di verificare le condizioni tecnico-amministrative per prolungare l’efficacia del provvedimento autorizzativo del Complesso Celestino V e per prorogare l’attuale affidamento della gestione fino al rientro, al termine dei lavori, nella sede originaria di via dei Giardini. Sarebbe dunque corretto e doveroso raccontare alla città che cosa la Giunta ha realmente fatto – o non fatto – in questi anni per dare seguito a quell’indirizzo del quale non si poteva non tenere conto.

Altro aspetto riguarda l’anima di chi governa la città dei Santi Celestino e Bernardino da Siena nel paese di Francesco d’Assisi, consapevoli, noi, che lasciare ancora al freddo di questo inverno dei cristiani sia un atto non degno di umanità.

È un errore grave e strumentale trasformare la questione della necessità di un ricovero temporaneo in un presunto conflitto tra legalità e bisogni delle persone. Le due cose non si escludono: si tengono insieme.

Chi prova a contrapporle dimostra di non avere una reale sensibilità sociale, ma vuole animare uno scontro politico sulla pelle di poche persone indifese e bisognose. Il problema non è la sentenza del Consiglio di Stato, ma il servizio sociale che si vuole fornire alla città: non solo per gli stranieri della prefettura ma per tutti coloro che hanno bisogno di un ricovero dove dormire. Proprio per questo è incomprensibile che a parlare sia l’assessore all’urbanistica, che avrebbe ben altri temi su cui rispondere, invece dell’assessore alle politiche sociali.

La responsabilità politica dovrebbe essere dell’assessore Tursini, che solo poche settimane fa annunciava sui giornali l’apertura dei progetti CASE per poi scomparire dalla scena mediatica e, soprattutto, dal confronto istituzionale; eppure si tratta di fragilità che attendono risposte dalla Prefettura, di presa in carico, di accompagnamento e di dignità.

Siamo pronti a portare il tema del dormitorio pubblico, come ricovero temporaneo di umana assistenza, in aula alla prima occasione utile. Perché, fino a prova contraria, l’indirizzo politico del Comune dell’Aquila lo dà il Consiglio comunale, non le dichiarazioni estemporanee né le fughe in avanti di singoli assessori. Le scelte si assumono in modo responsabile, con una votazione esplicita davanti alla città.

Altre realtà abruzzesi, anche governate dal centrodestra, hanno attivato da anni politiche strutturate per chi vive in condizioni di grave marginalità.

A L’Aquila, invece, assistiamo all’ennesima dimostrazione di assenza di visione e di umanità da parte dell’amministrazione comunale. L’ultimo esempio riguarda la città di Pescara, governata dagli stessi partiti presenti a L’Aquila, che in vista del freddo invernale vara il “piano freddo” per accogliere le persone senza fissa dimora nelle ore notturne.