L’AQUILA – Da una parte l’Italia, dove tanta retorica ed enfasi si propala sull’economia della conoscenza come leva di riscatto e sviluppo, risulta essere l’ultima in Europa per percentuale di laureati nel target significativo di età tra i 30 e 34 anni, pari appena al 27,6%, “battuta” solo dalla Romania con il 20%, rispetto ad un target europeo fissato al 41,7%.
Dall’altra si scopre che però l’Abruzzo, la prima regione in Italia per percentuale di neo-diplomati che si iscrivono all’università nello stesso anno in cui hanno conseguito il diploma. Con la provincia dell’Aquila seconda assoluta e la provincia di Teramo terza.
Ad attestarlo è una ricerca condotta dall’associazione Openpolis, volta a verificare il rispetto del target fissato dall’Unione europea nella strategia “Europa 2020” messa in campo per i paesi membri, a promuovere il conseguimento di un livello di istruzione elevato per tutti, fissando un obiettivo chiaro sull’educazione universitaria.
Un dato, quello dell’immediate iscrizioni all’università da parte dei diplomati che testimonia l’importanza per l’Abruzzo della presenza di tre atenei come quell’ dell’Aquila, di Teramo e la D’Annunzio di Chieti e Pescara, che favoriscono questo passaggio.
Università che come già illustrato da Abruzzoweb hanno tenuto in termini di iscrizioni anche nell’anno segnato dalla pandemia del coronavirus. Una rilevazione del ministero dell’Università, aggiornata al 15 novembre attesta tra gli incrementi maggiori di iscrizione al nuovo anno accademico, quello dell’Università dell’Aquila, pari al 16,1%, e anche l’università D’Annunzio di Chieti e Pescara, centra un buon 4,6%. Dai dati forniti a dicembre ad Abruzzoweb dall’Università di Teramo, le iscrizioni sono salite anche qui di circa il 10%.
Ieri è stato poi diffuso il report pubblicato dal Gruppo di lavoro della Conferenza dei rettori delle Università italiane (Crui) che colloca l’Università dell’Aquila tre le migliori 1000 al mondo.
Resta purtroppo il gap complessivo che grava sull’Italia, relativo poi all’effettivo numero di laureati, ben lontani dal target europeo.
In Europa prima è Cipro, 58,8%, seguita da Lituania 57,8%, e Lussemburgo 56,2%.
Tra i paesi “locomotiva” del continente la Francia è al 47,5%, mentre la Germania, a sorpresa è al 35,5% sotto la media del 41,6%, ma molti di più rispetto al terzetto di coda, composto come detto da Italia e Romania assieme alla Bulgaria.
“Il mercato del lavoro in Italia e nel mondo è diventato sempre più competitivo nel corso degli anni. Sono aumentate le conoscenze richieste per accedervi e con esse l’importanza di un percorso di studio adeguato – si commenta nel rapporto -. Maggiori competenze permettono ai singoli individui di aspirare a migliori posizioni lavorative e, nell’insieme, una popolazione altamente istruita può favorire la crescita economica e sociale di uno stato”.
Per focalizzare però meglio il fenomeno, Openpolis è andato poi a vedere anche, regione per regione, la percentuale di neo-diplomati che si iscrivono all’università nello stesso anno in cui hanno conseguito il diploma, un “indicatore interessante da considerare che ci può dire molto sulla percezione o meno dell’educazione terziaria come di un percorso appetibile alla fine delle scuole superiori”.
E si scopre che l’Abruzzo è la prima regione in Italia, con il 57,7% dei diplomati che si iscrivono immediatamente. Seguita dal Molise 56,3% dalle Marche con 56,1% dall’Umbria 54,9% dalla Lombardia con il 54,5%.
In fondo alla classifica la Sicilia, con il 43,8%, la Campania con 43,7% e la Puglia con il 48,3%
Se l’Abruzzo eccelle in questa classifica a svettare in Italia è la provincia dell’Aquila con il 62,5%, seconda solo alla provincia di Isernia con il 62,6% terza la provincia di Teramo con il 60,9%. A seguire la provincia di Parma 60,3% e di Lecco, con il 59,3%.
In alta classifica anche le altre due province abruzzesi: quella di Chieti è al 55,9% e quella di Pescara al 53,8%.
Ultima la provincia di Sondrio, con solo il 37,1%, quelle di Siracusa, 40,0%, Salerno e Catania, con con il 41,8%.






