L’AQUILA – “Non c’è nessuna mia ordinanza, il comandante non va neanche tirato in ballo, prima di tutto perché non esiste che la polizia esegua un’ordinanza dei vigili, ma comunque non è nostra competenza fare ordinanze in materia”.

È subito botta e risposta tra il comandante della polizia municipale dell’Aquila, Ernesto Grippo, e il nuovo assessore al commercio, Alessandro Piccinini, che ha stigmatizzato il giro di vite contro la movida messo in campo giovedì scorso in centro storico da parte della questura.

“Ci sono ordinanze sindacali e il regolamento di polizia urbana approvato dal Consiglio comunale, che in Italia viene fatto dagli input dati da tutti i settori dell’ente, nelle città del centro nord si chiamano regolamenti di convivenza civile, e vengono disposti dall’amministrazione in toto, da tutti i dirigenti, e il Consiglio è libero di aggiustarlo prevedendo le sanzioni”, spiega Grippo.

“Il regolamento è stato approvato ad agosto 2016, nel 2014 furono fatte delle ordinanze dal sindaco che disciplinavano gli intrattenimenti musicali, addirittura ce n’è una del 2005 del sindaco Tempesta, la materia è molto frazionata tra ordinanze e regolamenti”, aggiunge.

Per Grippo, tuttavia, “ora c’è il pacchetto sicurezza del ministro Minnitti che ha introdotto tantissime ulteriori possibilità di disciplinare la movida, provvedendo ulteriori limiti, il sindaco oggi ha i poteri da sindaco e come ufficiale di governo, qeusti provvedimenti si possono sicuramente rivedere e fare una nuova ordinanza”.

La “strage” di locali compiuta giovedì scorso, con 7 esercizi sanzionati, 6 per il volume della musica troppo alto e uno per aver chiuso più tardi dell’orario consentito, ha riproposto il tema della convivenza tra movida e residenti, con questi ultimi che hanno più volte segnalato disturbi e degrado, pur se in molti casi gli stessi sono anche proprietari dei locali affittati ai commercianti.

L’assessore ha detto che “le regole vanno rispettate ma non si può essere ostaggio di qualche residente, vanno contemperati gli interessi di tutti, la vita notturna va regolamentata, ma va garantita”.

Per Grippo, in ogni caso, resta “la politica quella che deve contemperare le esigenze della cittadinanza e dei commercianti, sono scelte tutte di carattere politico”.

“Poi una volta fatte, le forze di polizia, che sono tutte destinatarie di queste norme per l’applicazione, sono chiamate a farle rispettare – dice – Questo deve avvenire tutti i giorni, non con operazioni straordinarie. Le operazioni spot servono a poco, è preferibile un controllo costante”.

“Ogni amministrazione che si insedia fa le sue valutazioni – aggiunge – oggi ci sono molti poteri in più con il pacchetto Minniti, proprio per garantire la tranquillità dei residenti. Non tocca solo il centro storico, anzi in centro ci abitano in pochi, pensate ai centri storici abitati e pieni di locali”.

Grippo, intanto, si appresta a lasciare il comando della polizia municipale del capoluogo a fine luglio, dopo la proroga di un mese del suo contratto, necessario per garantire il passaggio di consegne tra la vecchia e la nuova amministrazione.