L’AQUILA – Il consigliere straniero al Comune dell’Aquila Roland Vide risponde alle polemiche degli ultimi giorni sulla richiesta di spazi per ospitare una moschea per le comunità di fede musulmana residente nell’aquilano.
Ipotesi bocciata dal presidente della Consulta degli stranieri del capoluogo, Gamal Bouchaib, perchè ”non condivisa con le comunità di immigrati di fede musulmana presenti sul territorio”. Anche i consigliere comunale del La Destra, Luigi D’Eramo, aveva annunciato azioni eclatanti nel caso in cui il Comune decidesse di concedere un’area per la realizzazione della struttura mentre sulla vicenda l’arcivescovo dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, aveva preferito un secco “no comment”
“L’oggetto della richiesta che ho mandato alla Presidenza del Consiglio comunale dell’Aquila, per iscrizione all’ordine del giorno del consiglio stesso – spiega Vide – è motivata dall’esigenza espressa dai cittadini di fede islamica di disporre di un luogo di culto,come sancito dall’articolo 8 dell Costituzione”.
“Nella suddetta richiesta – continua – non si fa riferimento,in nessuna parte del testo,alla costruzione di una moschea e neanche alla destinazione d’uso di un eventuale patrimonio comunale a tal fine; ho soltanto ricordato all’Amministrazione comunale che è suo dovere tutelare l’esercizio di un diritto costituzionale”.
“La richiesta da me inoltrata – ribadisce il consigliere – è stata fatta nel rispetto del Regolamento comunale sull’organizzazione del Consiglio (Capo 2, art.24 ), pertanto,non ho infranto nessuna legge dell’ordinamento giuridico italiano, nè calpestato diritti di nessun’altra comunità; ho soltanto esercitato il mio diritto e dovere di consigliere comunale e di rappresentante di tutte le comunità straniere presenti sul nostro territorio”.
“Per evitare che che qualcuno, approfittando della situazione difficile in cui si trova attualmente la nostra comunità,utilizzi la suddetta richiesta per creare inutili e dannosi malintesi fra noi stranieri e i cittadini aquilani – afferma – ho deciso di chiedere il ritiro di tale richiesta dall’ordine del giorno del Consiglio comunale del 22 novembre”.
“Ciononostante – prosegue il consigliere – resto fermamente convinto che, in uno stato laico come il nostro, il diritto di culto per tutte le fedi vada tutelato per cui, nel rispetto delle mie prerogative, mi riservo di ripresentare la richiesta suindicata successivamente, nei tempi e nei modi che giudicherò opportuni”.
“Rimango,naturalmente,sempre aperto – conclude – ai contributi della società civile e delle istituzioni per qualsiasi proposta e/o soluzione in tale direzione”.
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