L’AQUILA – Sono tanti nella regione i casi di mobbing sul lavoro ma in Abruzzo esiste un solo sportello Asl che si trova all’Aquila e accoglie anche persone di altre regioni: è caos, quindi, per andare incontro alle problematiche di  tutti in tempi accettabili.

Si tratta di vicende importanti da trattare con il massimo garbo e tatto: siamo di fronte a casi di violenza psichica nel posto dove si esercita la propria professione, ma la trafila per essere risarciti è un’odissea per coloro cui viene riconosciuto questo disagio dall’Asl stessa.

Va ricordato che i modi per mobbizzare una persona sono tanti: lettere di richiamo fuori luogo, revoca ferie all’ultimo momento, negazione dei permessi ed esclusioni dalle attività principali. Lo sportello Asl, formato da un medico competente, uno psicologo e uno psichiatra, rilascia diagnosi  “di stress da lavoro correlato causato da mobbing”.

L’utente, allora, può rivolgersi all’Inail  che protegge il lavoratore in controversie e che, va precisato, non sono per nulla assimilabili a vertenze sindacali.

“Le conseguenze del mobbing”, dice la psicologa Asl  Enrica Strippoli, “sono devastanti prima tutto perché è violenza psicologica e la persona in questione fatica all’inizio ad accettare  che è vittima di abusi  per i quali si può andare incontro a depressione e disagi psicosomatici. I principali disturbi sono quello da stress, da adattamento e da ansia generalizzato”.

Ma il vero problema, come affermano le persone interessate, sta nel fatto che poi  la strada per avere gli indennizzi è lunga e in salita.

Infatti l’Inail  (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) quando avvia le istruttorie per quantificare il dovuto dopo la relazione Asl,  si trova di fronte al fatto che quasi mai le aziende forniscono i dati richiesti per  le valutazioni  oppure il percorso si arresta per via che il disturbo in questione non è sempre ricompreso nelle tabelle. Qui bisognerebbe in qualche modo intervenire con nuove e chiare norme.

L’unica via di uscita allora è quella giudiziale con tempi biblici, spese legali e esito comunque incerto. Al punto che qualcuno viene indotto a lasciare.