PESCARA – L’8 agosto del 1956 a Marcinelle, nei pressi di Charleroi, in Belgio, morirono 262 uomini presenti in una miniera di carbone denominata Bois du Cazier, a causa di un incendio sviluppatosi nel pozzo di entrata dell’aria della miniera il cui fumo soffocò letteralmente i minatori al lavoro in tutta la miniera.

Gli italiani rimasti uccisi furono 136, di cui 60 provenienti dall’Abruzzo, ben 23 da Manoppello, in provincia di Pescara.

Le altre vittime arrivarono in Belgio per lavoro da Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige e Veneto. Dal 2001, l’8 agosto è la ‘Giornata del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo’.

Diverse le celebrazioni in tutta Italia.

A Pescara per la prima volta vengono mostrate le immagini dei momenti del solenne funerale dedicato alle vittime di Marcinelle nella Cattedrale di San Cetteo a Pescara, nell’ambito del convegno ‘Da Quaregnon a Marcinelle. Storie di minatori’, presso la sala Camplone del Palazzo della Camera di commercio di Pescara, in via Conte di Ruvo 2, organizzato dal segretario confederale dell’Ugl, Geremia Mancini.

A livello nazionale, insieme alla presidente della camera dei Deputati Laura Boldrini e alle autorità diplomatiche e consolari italiane, come l’ambasciatore a Bruxelles Alfredo Bastianelli e il console generale a Charleroi Iva Palmieri, alla commemorazione partecipa anche il vice ministro degli Esteri con delega per gli italiani all’estero Bruno Archi, che rende omaggio ai caduti sul lavoro in miniera e porte con sé il messaggio indirizzato per l’occasione dal ministro degli Esteri Emma Bonino.

Il Consiglio regionale degli Abruzzesi nel mondo (Cram), invece, si riunirà in assemblea proprio a Marcinelle dal 27 al 29 settembre prossimi.

MARCINELLE. LEGNINI, ”MEMORIA SERVA DA SPRONE PER VIGILARE SU SICUREZZA SUL LAVORO”

“Sono passati quasi 60 anni dalla tragedia avvenuta nella miniera di carbone a Marcinelle, in Belgio, nella quale persero la vita 262 minatori. Per metà erano italiani e di questi ben 60 erano abruzzesi. Uomini, anche giovanissimi, costretti a lasciare la propria terra per cercare altrove l’opportunità di una vita migliore ma che, invece, hanno trovato la morte. In occasione dell’anniversario di quel terribile giorno è doveroso ricordare quanti, in Italia e all’Estero, continuano morire sui luoghi di lavoro. La memoria deve servire da sprone per non abbassare mai la guardia sul piano della regolazione, dei controlli, della crescita della cultura della sicurezza e dell’integrazione”.

Lo scrive sul suo profilo Facebook il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Attuazione del programma e all’Editoria, Giovanni Legnini.

MARCINELLE: PAGANO, ”SIMBOLO DELL’EMIGRAZIONE ABRUZZESE”

“La tragedia di Marcinelle è un simbolo ancora vivo e indelebile dell’emigrazione abruzzese e testimonia, a distanza di 60 anni, come il tema della sicurezza del lavoro sia un valore assoluto, attuale e irrinunciabile. In questo giorno dedicato al ricordo, rivolgo il mio pensiero di solidarietà alle famiglie dei nostri emigranti morti nella tragedia della miniera del Bois du Cazier”.

Lo ha detto il Presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, a margine della cerimonia di conferimento dei riconoscimenti degli “Ambasciatori d’Abruzzo nel Mondo”, in fase di svolgimento a Pescara, nella sala conferenze della “Casa d’Annunzio”.

Prima dell’inizio della cerimonia, un lungo applauso ha ricordato la tragedia di Marcinelle.