L’AQUILA – La malìa è incanto e stregoneria, sortilegio e fascino. E gli aquilani Malìa sono così, ammalianti, ma anche duri. Loro che amano i contrasti, con la loro musica pop-rock elettronica sanno essere secchi e “acidi”, e poi riconquistare con dolci melodie.

GUARDA LA FOTOGALLERIA

Il nome, ispirato al verso “Quantu sole, quanta pace, che malìa la ciaramella” di un noto canto regionale, “J’Abbruzzu”, suggella il legame con le proprie radici, con la voglia anche di superarle e andare oltre.

Nessun richiamo all’aquilanità infatti si ritrova nella musica e nel look della band, composta da Ivan Aquilio alla voce, Andrea Angelosante alle tastiere, Alessio De Paulis alla chitarra, Massimiliano Dantini al basso e Mattia Matone alla batteria.

“La musica è l’80 per cento della mia vita – spiega Ivan, ‘voce’ della band – è in ogni cosa che faccio e che vivo, ogni giorno”.

Da questo impellente bisogno di “vivere” la musica, nel 2003 si gettano le basi del progetto Malìa, che come qualsiasi altro progetto in fase embrionale ha bisogno di un luogo per sperimentazioni e creazioni: nasce così Casamalìa, una sala prove nel cuore della frazione di Paganica, che diventa davvero la “casa” dove la band si rifugia a coltivare il sogno di fare musica.

La passione, gli incontri e gli scontri di idee portano i loro frutti: nascono i due cd “Malìa” e il singolo “Estetica” quest’ultimo realizzato e prodotto in collaborazione con l’etichetta Melaesse Records di Pescara.

I testi, rigorosamente in italiano, veicolano sensazioni ed emozioni d’amore, di gioia, o a volte raccontano una realtà brutta e malata, che pensa solo a “ritoccare tette al vento”, come cantato all’inizio di “Estetica”, il singolo “in cui – spiega Ivan – abbiamo preso come metafora dell’avida società odierna un chirurgo che ritocca col bisturi tutto ciò che gli si chiede solo per ottenere denaro”.

In sette anni di attività, il gruppo ha sparso la sua carica electro rock un po’ lungo tutto lo stivale, dimostrando un grande talento nelle performance live anche in occasione di manifestazioni di importanza nazionale, come il concorso “Musicainatto” del 2008 , dove hanno vinto il premio per il miglior brano inedito, o il “Project Art” dove si sono classificati primi nella classifica generale.

Uno dei concorsi che più è rimasto nel cuore dei Malìa è stato il prestigioso “Lunezia” nel 2008, in cui sono risultati vincitori del primo premio nella categoria “band” e secondi nella classifica generale.

“L’esibizione è stata davvero molto emozionante – ricordano – La sera in cui abbiamo suonato c’erano big della musica del calibro di Max Gazzè, Ornella Vanoni, Negramaro, oltre a un pubblico di 5 mila persone”.

L’emozione nel salire sul palco c’è sempre, anche se oggi i Malìa si sentono molto più sicuri rispetto agli esordi.

“Ricordo perfettamente – spiega Ivan – la sensazione provata durante la Festa dell’Unità del 2004. Era una delle prime volte in cui ci esibivamo a un pubblico, le gambe tremavano e il cuore batteva a mille. Ora siamo molto meno spaventati degli inizi, e così riusciamo a divertirci sul palco insieme al pubblico”.

Sul futuro, i Malìa sono pieni di idee e progetti. “Stiamo lavorando sul prossimo album – spiegano – a cui darà il titolo la ‘Filastrocca dell’acido bacio’, canzone-chiasmo che con la dolce melodia di una nenia racconta la storia astiosa e aspra di un amore finito male”.

In una realtà come quella aquilana che non offre molte possibilità di affermazione ai giovani che vogliono fare musica, i Malìa sono riusciti a far conoscere e apprezzare la loro arte, grazie alla forza e al coraggio che solo una grande passione può generare.

Quella passione che è l’80 per cento della loro vita, la Musica, con la ‘M’ maiuscola.

La ‘M’ di Malìa, naturalmente.