L’AQUILA – È scattato stamattina all’alba un nuovo blitz contro Mafia capitale.
Si tratta del secondo capitolo dell’inchiesta “Mondo di Mezzo” della procura di Roma e dei carabinieri del Ros: 44 gli arresti in corso di esecuzione Lazio, Abruzzo, e Sicilia per associazione per delinquere ed altri reati.
Ventuno gli indagati a piede libero. Sullo sfondo il business legato ai flussi migratori e alla gestione dei campi di accoglienza per migranti: il blitz dei carabinieri è in corso nelle province di Roma, L’Aquila, Rieti, Frosinone, L’Aquila, Catania ed Enna.
La nuova bufera riguarda anche il capoluogo abruzzese: i carabineiri hanno notificato infatti una nuova ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari con nuovi capi di imputazione per la marsicana Pierina Chiaravalle, stretta collaboratrice di uno dei principali indagati Salvatore Buzzi e già detenuta in casa a Avezzano nell’ambito del primo filone di indagine.
Oltre alla notifica della nuova misura, i Ros stamani anche effettuato una perquisizione nell’abitazione della donna.
I carabinieri del raggruppamento operativo speciale (Ros) hanno notificato un’altra ordinanza di custodia cautelare in carcere a Carlo Maria Guarany, originario di Cutro (Crotone), già detenuto nel penitenziario di Lanciano (Chieti), dove è stato trasferito da Roma, a causa del coinvolgimento nella ondata di arresti nell’ambito del secondo filone dell’inchiesta “Mondo di mezzo” della procura della Repubblica di Roma che ha portato allo smantellamento della cosiddetta “Mafia Capitale”.
Come per la Chiaravalle, anche per l’uomo di origini calabresi si tratta di nuove accuse.
Nell’ambito di questa operazione è finito in manette, tra gli altri, il consigliere regionale forzista del Lazio Luca Gramazio.
Quest’ultimo è accusato di partecipazione all’associazione mafiosa capeggiata da Carminati, che avrebbe favorito sfruttando la sua carica politica: prima di capogruppo Pdl al Consiglio di Roma Capitale ed in seguito quale capogruppo Pdl (poi FI) presso il Consiglio Regionale del Lazio.
Nell’ordinanza di custodia cautelare, emessa su richiesta della procura distrettuale antimafia di Roma, vengono ipotizzati a vario titolo i reati di associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori ed altro.
Oltre agli arresti, sono in corso perquisizioni a carico di altre 21 persone indagate per gli stessi reati.
I provvedimenti riguardano gli sviluppi delle indagini condotte dal Ros nei confronti di “Mafia Capitale”, il gruppo mafioso riconducibile a Massimo Carminati, ora in carcere.
Secondo gli investigatori, gli accertamenti successivi a quella tornata di arresti hanno confermato – si legge nell’ordinanza – “l’esistenza di una struttura mafiosa operante nella Capitale, cerniera tra ambiti criminali ed esponenti degli ambienti politici, amministrativi ed imprenditoriali locali”.
In particolare le indagini hanno documentato quello che gli inquirenti definiscono un “ramificato sistema corruttivo finalizzato a favorire un cartello d’imprese, non solo riconducibili al sodalizio, interessato alla gestione dei centri di accoglienza e ai consistenti finanziamenti pubblici connessi ai flussi migratori.
I 44 arresti di oggi scaturiscono dalla prosecuzione delle indagini avviate nel 2012 dal Ros e dalla procura di Roma che il 2 dicembre scorso avevano consentito di disarticolare l’organizzazione mafiosa capeggiata da Carminati.
In quella occasione vennero arrestate 37 persone accusate, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio ed altri reati, con l’aggravante delle modalità mafiose e per essere l’associazione armata.





