L’AQUILA – “Cari amici che mi seguite in questo percorso politico, mi sembra giusto avvisarvi per primi di un’importante e sofferta scelta che ho appena fatto. Da oggi non farò più parte del gruppo parlamentare del M5S. Una scelta difficile, ma maturata dopo un lungo periodo di riflessione”.

Sono le parole che Antonio Zennaro, manager 35enne, veneto d’origine e abruzzese d’adozione, candidato alle elezioni del 4 marzo per il Movimento 5 stelle nel collegio uninominale di Teramo per la Camera dei deputati, affida a Facebook per annunciare la fuoriuscita dal Movimento con un atto di accusa nei confronti di un “cerchio magico” che avrebbe stravolto i principi e impedito di attuare il programma iniziale.

Una candidatura, quella di Zennaro, che aveva creato non pochi malumori tra i pentastellati locali, in quanto alle Parlamentarie aveva preso appena 2 voti, risultando in pratica il meno votato in Abruzzo, nonostante il rapporto di amicizia con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, con il quale avrebbe collaborato a scrivere il programma nella specificità economica. Un  fedelissimo dei quartieri altissimi dei pentastellati.

“Non rinnego un’esperienza straordinaria, dove ho potuto lavorare con persone perbene, ma i troppi e costanti dissidi verso la gestione e le scelte in materia economica non mi permettono di proseguire – scrive oggi Zennaro – La mancanza di una forte e chiara politica a sostegno delle piccole imprese, delle partite iva, degli artigiani, dei commercianti e, più in generale, evidenti lacune politiche a favore dello sviluppo, considerata tra l’altro la mia storia professionale e culturale, non mi permettono di andare oltre”.

“Non parlerò di tutta una serie di eventi, situazioni, comportamenti ed umiliazioni subite solo per aver espresso miei punti di vista o idee sul settore di mia competenza, ma è chiaro che ci sono importanti responsabilità sull’aver fortemente limitato un vento di cambiamento, quello che tutti ci immaginavamo dopo il 4 marzo 2018. Ringrazio per i bei momenti trascorsi insieme tanti colleghi M5S. Peccato che questo cambiamento si sia fermato per qualche cerchio magico di troppo e l’arroganza di qualche membro del Governo a cui per errore il M5S ha affidato ‘pieni poteri’ in materia economica, che non ha fatto altro che boicottare e mettere in un angolo persone come il sottoscritto”.

“Ma la cosa più grave è proprio la differenza tra programma elettorale e quello che ‘realmente’ si è fatto – sottolinea Zennaro – In questi 2 anni abbiamo ridotto la burocrazia per le imprese? No; Abbiamo ridotto le tasse? No; Abbiamo aiutato i piccoli imprenditori? No; Abbiamo dato aiuti concreti alla classe media? No; Tagliato i costi nelle bollette della luce, gas ed acqua? No. E queste solo alcune delle tante cose che si potevano fare, perché di buone idee ce ne erano molte, ma per arroganza, incompetenza e senso di ingiustificata supremazia, non sono mai state seriamente prese in considerazione”.

“Specie in questo difficilissimo momento storico – evidenzia Zennaro -, il Movimento non sembra proprio in grado di trovare idee, progetti e proposte per far uscire l’Italia dalla crisi post coronavirus.La mia battaglia per un Abruzzo e, in generale, un’Italia più moderna, più efficiente, con meno burocrazia e meno tasse prosegue in Parlamento. Continuerò a sostenere il Presidente Conte, una persona perbene a cui in questo particolare momento l’Italia non può fare a meno”.

“Ora è il tempo del rilancio e della ripartenza, per far ritornare grande la nostra nazione. Insieme ricostruiremo questo Paese, il più bello del mondo”.

Nei giorni scorsi Zennaro aveva presentato una serie di emendamenti al Decreto Cura Italia per fronteggiare l’emergenza coronavirus: “Ho ricevuto moltissime e differenti sollecitazioni da diversi settori che caratterizzano il nostro sistema economico e dallo stesso mondo bancario delle bcc locali che devono svolgere un ruolo delicatissimo nel sostenere il credito alle imprese. Ho raccolto e analizzato le maggiori preoccupazioni e le proposte che ho inviato alla Commissione Bilancio contengono alcune correzioni ed estensioni delle misure introdotte il mese scorso, ma anche nuovi interventi, primo tra tutti quello che chiede un contributo straordinario per l’anno 2020 pari a 300mila euro per ciascuno dei dieci comuni della Zona Rossa abruzzese, tra cui Arsita, Bisenti, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti e Montefino”.

Già dai primi di marzo Zennaro aveva evidenziato la difficile condizione di industria, esportazioni, commercio, turismo, “tutti fortemente interconnessi e compromessi”.

“Sono giorni difficili in cui mi sono concentrato molto nel raccogliere, anche attraverso i molto messaggi che ho ricevuto privatamente, le principali criticità che riguardano il tessuto imprenditoriale e sociale della nostra regione, i prossimi decreti saranno indispensabili per mettere in atto un vero e proprio ‘vaccino economico’”.

E aveva sottolineato: “Insieme ad altri parlamentari abbiamo lavorato e inviato importanti proposte al Governo e ci aspettiamo che vengano valutate e accolte, saremo molto attenti nel vigilare sull’efficacia delle misure”.