PESCARA – “In Commissione Vigilanza era stato chiarito che la competenza sulla valutazione spettava all’Agenzia sanitaria regionale e che il nodo riguardava proprio il metodo di calcolo e i dati utilizzati. La mancanza di risposte alle domande che abbiamo sottoposto non può non sollevare interrogativi sulla credibilità dell’intero procedimento”.
Dopo l’articolo di Abruzzoweb, dedicato al caso della valutazione del dg della Asl di Pescara Vero Michitelli, (QUI IL LINK), ad intervenire sono il consiglieri regionali del Pd Silvio Paolucci ed Antonio Blasioli, che già avevano dato battaglia sui ritardi enormi per portare a termine la valutazione, che vale in caso di promozione fino a 14.000 euro aggiuntivi di stipendio. Valutazione che si è però incagliata nella clamorosa discrepanza tra il giudizio dell’Agenzia sanitaria regionale, di bocciatura, e quella di Marco Scorrano, dirigente della Provincia di Pescara, responsabile unico regionale dell’assistenza sanitaria, il Ruas, di piena promozione.
Questo finché il nuovo direttore dell’Agenzia, Maurizio Brucchi, ex sindaco di Forza Italia di Teramo ed ex direttore sanitario della Asl teramana, nominato dal presidente, Marco Marsilio, di Fdi, e dall’assessore Nicoletta Verì a marzo scorso al posto del medico aquilano Pierluigi Cosenza, andato in pensione, avrebbe ribaltato il punteggio impietoso del suo predecessore per quello che riguarda il rispetto dei tempi massimi di attesa delle prestazioni sanitarie.
“La ricostruzione emersa in queste ore conferma le ragioni della diffida che abbiamo inoltrato all’assessore Verì dopo la Commissione di Vigilanza. Ci troviamo infatti davanti a una valutazione del direttore generale della Asl di Pescara a quasi un anno dalla scadenza dei tempi previsti, siamo infatti al terzo anno di mandato mentre la valutazione sarebbe dovuta esserci a metà mandato ovvero due anni e con un metodo di calcolo e i dati stessi utilizzati per i tempi di attesa che trasformerebbe una bocciatura sulle liste d’attesa in una promozione, consentendo così l’erogazione di un premio di risultato di circa 14 mila euro”.
“È esattamente ciò che avevamo chiesto venisse chiarito prima di procedere alla definitiva valutazione del Manager. Per altri non abbiamo mai condiviso che fosse il manager sottoposto a valutazione a fornire gli elementi sulla base dei quali viene infine rivisto il giudizio espresso dall’Agenzia sanitaria regionale – sottolineano i due consiglieri che hanno sollevato il caso – . La valutazione dei direttori generali deve essere imparziale, trasparente e fondata su criteri omogenei per tutte le aziende sanitarie”.
Concludono in due consiglieri: “parliamo della Asl di Pescara, dove il tema delle liste d’attesa è tutt’altro che risolto e crea disagi importanti all’utenza e i cittadini. La trasparenza nella valutazione dei manager sanitari è una garanzia per i cittadini e non può essere sacrificata per esigenze politiche o di opportunità”.





