TRIPOLI – ”Se gli imperialisti occidentali ci attaccano, ci saranno migliaia di morti”, ha detto Ibrahim Moussa, portavoce del governo. ”L’Occidente vuole il nostro petrolio, al Qaida vuole invece una base sul Mediterraneo per minacciare l’Europa”, ha aggiunto.
Intanto Gheddafi apapre sempre più solo. Zawia, 20 km da Tripoli, va ai ribelli. Hillary Clinton offre aiuti Usa agli insorti e anche il ministro russo Lavrov definisce inaccettabile l’uso della forza contro i civili. Ora ‘inevitabile’ che il rais se ne vada, dice Frattini. Intanto a Bengasi nasce un governo ad interim della opposizione. ‘Colpa di stranieri e Al Qaida, resterò in Libia’, dice il Colonnello alla tv serba e ammonisce: ‘Risoluzione Onu non ha alcun valore’. Tornano altri italiani.
RISOLUZIONE ONU NON HA ALCUN VALORE
La risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu che ha imposto sanzioni alla Libia, è nulla e “non ha alcun valore”. Lo ha detto il colonnello Muammar Gheddafi in una intervista alla tv serba.
Il Consiglio di sicurezza, ha aggiunto Gheddafi nella sua intervista all’emittente serba, “adotta le sue risoluzioni sulla base dei resoconti dei media, e ciò è inaccettabile”. “Questa risoluzione è nulla”, ha ripetuto il leader libico, secondo il quale “é strano che al consiglio di sicurezza non vedano le manifestazioni in mio favore”.
Quanto sta avvenendo in Libia é colpa degli “stranieri e di al Qaida”: ha ribadito Gheddafi.
OPPOSIZIONE BENGASI,FORMATO CONSIGLIO NAZIONALE
L’opposizione al regime di Gheddafi nell’est della Libia ha affermato oggi di aver formato un Consiglio nazionale libico precisando che non si stratta di un governo ad interime e descrivendolo come espressione della rivoluzione.
ONU APPROVA SANZIONI
La comunità internazionale ha intensificato il pressing su Muammar Gheddafi: il consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato la risoluzione 1970, che prevede in particolare il blocco dei beni del leader libico e di alcuni suoi familiari ed esponenti del regime, l’embargo alle vendite di armi, oltre ad un possibile coinvolgimento della corte penale internazionale dell’Aja per i crimini di guerra o contro l’umanità commessi in Libia.
UNICREDIT: ATTENTI A EFFETTI RISOLUZIONE ONU
“Stiamo seguendo con attenzione la situazione, anche alla luce della recente risoluzione delle Nazioni Unite”. Così un portavoce di Unicredit, interpellato dall’ANSA, dopo che il governo Usa ha congelato i beni della famiglia Gheddafi alla luce del contenuto della risoluzione dell’Onu sulla Libia. L’istituto di Piazza Cordusio, che è partecipata dalla banca centrale libica e dal fondo Lia (nel complesso azionisti con circa il 7,5%), starebbe quindi alla finestra in attesa di eventuali interventi del governo italiano analoghi a quelli degli Stati Uniti. L’esecutivo potrebbe infatti in teoria congelare le partecipazioni, non solo in Unicredit ma anche in altri grandi gruppi italiani, che fanno capo al governo del Paese nordafricano.



