L’AQUILA – “Un clima di guerra incombe sulle nostre vite: l’ideologia bellica non risparmia nulla, stravolge la verità, calpesta l’ordine costituzionale e distorce la natura e la funzione di uno Stato sovrano”.

Così, in una nota, Alfonso De Amicis, dell’Unione Sindacale di Base (USB) L’Aquila, annunciando per venerdì 24 ottobre all’Aquila, alle ore 17,30, presso la Bottiglieria “Lo Zio”, un’assemblea pubblica contro il riarmo e contro la finanziaria di guerra.

“Uno Stato dovrebbe avere come condizione primaria la tutela e la valorizzazione delle condizioni materiali di lavoratrici e lavoratori, dei giovani, delle masse povere e precarie, garantendo ricadute positive sul piano economico e sociale. Viceversa, con la nuova finanziaria, si imbocca una folle corsa al riarmo”, continua.

Il piano “RaArm Europe” da 800 miliardi e l’impegno sancito dal vertice NATO a raggiungere entro il 2035 il 3,5% di spesa in armamenti e sicurezza, porteranno l’Italia a destinare 130 miliardi di euro per fini militari, sottraendoli alla sicurezza sociale.

“Queste scelte – continua De Amicis – puntano a riconvertire il sistema produttivo in chiave bellica, eliminando ogni residuo di Stato sociale all’interno di un progetto barbaro e apocalittico che pretende di rilanciare l’economia attraverso la spesa militare”.

Un’economia che, ricorda De Amicis, è stata già affossata “dagli stupidi patti di stabilità e dalle continue sanzioni alla Russia, inefficaci e dannose, riversatesi sulla struttura produttiva tedesca e dei suoi subfornitori”.

Per De Amicis, la manovra è “fortemente condizionata dal piano di riarmo e dalla riduzione del rapporto deficit/PIL. I vari contentini messi in campo per tappare le forti tensioni sociali risulteranno inutili..Le vere emergenze del Paese richiedono soluzioni strutturali: l’adeguamento concreto dei salari nel pubblico e nel privato, la reintroduzione della scala mobile e contratti nazionali capaci di redistribuire equamente la ricchezza”.

“Dopo trent’anni di attacco al salario e alle condizioni generali dei lavoratori, è giusto che il maltolto venga restituito”, prosegue.

De Amicis sottolinea inoltre che “la pensione non può comportare una vecchiaia di povertà: vanno riadeguate tutte le pensioni alle effettive condizioni di vita, e come in Francia bisogna poter andare in pensione a 62 anni. Non è vero che i conti dell’INPS siano a rischio”.

L’USB propone un piano generale di riorganizzazione e assunzioni nella Pubblica Amministrazione per almeno un milione di lavoratrici e lavoratori, e ribadisce la centralità di due diritti fondamentali: sanità e istruzione pubblica.

“Sanità e scuola sono pilastri della Repubblica che da troppi anni subiscono manomissioni di ogni tipo: dalla visione privatistica all’asservimento al mercato, fino alla riduzione del sapere a strumento delle imprese. È tempo di invertire la rotta”, conclude De Amicis.