L’AQUILA – È stata un’autentica festa, la prima di campionato per L’Aquila Rugby.

Un pomeriggio che i sostenitori della palla ovale attendevano da tempo, sfibrati da un’estate di dubbio prima, paura poi, sollievo solo alla fine.

Ha rischiato concretamente di non esserci, il club pentascudettato, a questo turno iniziale. Nei mesi estivi lo spettro della cancellazione si è manifestato come mai in passato e anche una volta esorcizzata la scomparsa, la corsa disperata per assemblare la squadra ha infuso nuovi dubbi ai seguaci neroverdi: un mercato inevitabilmente troppo di fretta e una rosa troppo piena di giovani, le obiezioni.

Macché. La prima è stata una festa, aiutata anche dall’atmosfera. Quando gioca L’Aquila Rugby il “Tommaso Fattori” sembra uno stadio meno austero e più confortevole. I rituali della palla ovale sono molto diversi da quelli del calcio, più familiari, anche se oggi uno squarcio di serie A ha fatto capolino, con gli ultrà dell’Atalanta che hanno rimpinguato le fila dei tifosi aquilani, rinsaldando un gemellaggio insolito ma destinato a durare.

Nonostante la formazione infarcita di ragazzini sfrontati con qualche senatore a puntellare i ruoli chiave, da capitan Zaffiri in giù, saranno state quelle nuove maglie spettacolose, sarà stato l’abbraccio del “Fattori”, sarà stato lo striscione geniale “Roppémo (rompiamo) i crociati”, fatto sta che i ragazzi di coach Di Marco oggi a chi li ha visti hanno dato un’impressione di “forza”.

La meta subìta l’hanno restituita e, punto dopo punto, con i calci del baby Del Pinto sono arrivati alla vittoria, aiutati anche da un avversario che ha sbagliato tutti i calci possibili, sorprendendo anche gli esperti, che si aspettavano un Crociati Parma di ben altra caratura.

Non andrà sempre così, non sarà sempre una festa, ci saranno momenti difficili. Ci sarà tempo per parlarne. Oggi conta che L’Aquila Rugby in qualche modo “doveva” vincere questo esordio casalingo. Lo ha fatto. (alb.or.)