L’AQUILA – È stato un risveglio da incubo quello di un anziano di 89 anni dell’Aquila che ieri mattina, attorno alle 5:30, è stato svegliato da due malviventi che l’hanno minacciato e legato in camera da letto, portando via una somma di circa mille euro.
I banditi, stando ad una prima ricostruzione, sono entrati da una finestra al piano terra dell’abitazione dell’uomo in via della Polveriera, che pur avendo sentito dei rumori sospetti provenienti dalla stanza attigua a quella in cui stava riposando non ha fatto in tempo a rendersi conto di cosa stava accadendo: in maniera repentina è stato braccato, anche se nei suoi confronti, fortunatamente, non è stata fatta alcuna violenza.
I malviventi hanno costretto l’89enne a consegnare i soldi che erano ben nascosti in un cassetto. Un migliaio di euro in tutto, che i rapinatori hanno arraffato prima di darsi alla fuga.
A fatica il malcapitato è riuscito a liberarsi e chiedere aiuto ai vicini che hanno richiesto immediatamente l’intervento della polizia che sta indagando sul caso.
A causa dello schock l’anziano è stato ricoverato anche all’ospedale San Salvatore per accertamenti che hanno portato ad una prognosi di sei giorni. Nel pomeriggio è stato dimesso ma è riuscito a fornire ben pochi particolari sull’accaduto agli agenti.
D’ERAMO: “DELIBERA CONSILIARE SU SICUREZZA RESPINTA A GENNAIO”
Si chiamava “Potenziamento del corpo di Polizia municipale, attivazione turni notturni, videosorveglianza e convenzione con la Polizia di Stato” ed era una proposta di delibera consiliare presentata da Luigi D’Eramo, consigliere capogruppo de La Destra, nel gennaio scorso.
“Una prima risposta al crescente bisogno di sicurezza chiesto dalla città che, dopo l’ultimo episodio dell’altra notte ai danni di un anziano, continua a subire gli effetti di una nuova malvivenza e dell’antica inadempienza del Comune”, spiega D’Eramo.
“La proposta, formalmente inoltrata nel mese di gennaio al presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, non fu mai discussa perché, testuale, si trattava di entrare ‘nella competenza giuntale’ piuttosto che in atti “meramente gestionali riconducibili al Peg (piano esecutivo di gestione) dell’Ente”.
“Una proposta – prosegue il consigliere – respinta prima ancora di essere portata all’attenzione del consesso cittadino. Nulla da obiettare se la Giunta comunale, presieduta dal sindaco Cialente, l’avesse fatta propria o quantomeno avesse deliberato su azioni decise e precise rispetto al fenomeno della criminalità. Neanche questo”.
“Nella proposta di delibera – a firma anche del consigliere dell’Mpa, Emanuele Imprudente – il Consiglio comunale che ricordo, ove ce ne fosse bisogno, al sindaco Cialente e al presidente Benedetti, è l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo dell’ente locale, chiedemmo: di procedere al potenziamento del corpo di Polizia municipale; di attivare turni di servizio notturni, in particolare presso i progetti C.a.s.e.; di installare uno strategico sistema di videosorveglianza sul territorio comunale; di potenziare la pubblica illuminazione; di procedere a un accordo con la Polizia di Stato per impostare modelli di sicurezza integrata con particolare riguardo al pattugliamento del centro storico”.
“Ebbene, la proposta che avrebbe potuto essere arricchita dal dibattito comunale e dalle osservazioni della Giunta, non è stata neanche guardata, ma immediatamente rigettata per vizi di formali di cui in questa sede non si vuole discutere, ma che di certo danno la misura dell’ottusità burocratica e della superficialità di quest’Amministrazione di centrosinistra: in 5 anni non è stata in grado di dare risposte sul diritto alla sicurezza di noi cittadini, pur sollecitata in maniera caparbia e costante”.
“Cialente – conclude il consigliere – riconsegni L’Aquila agli aquilani: non è in grado di ricostruirla e neanche di proteggerla”.






