L’AQUILA -“Sull’Aquila si stanno prendendo decisioni troppo affrettate, dettate anche dalla paura. Se restituisci la paura alla gente, che ricomincia a non dormire più in casa, facendo tornare un clima di terrore com’era nel 2009 appena dopo il nostro terremoto, la normalità riconquistata a fatica la distruggi di nuovo”.

Nelle parole di Aldo Piccinini, gestore del locale Nero Caffe che ha riaperto nel centro storico dell’Aquila da 6 anni, il malcontento degli esercenti per la cancellazione degli eventi di spettacolo previsti nell’estate aquilana, Perdonanza Celestiniana e maratona Jazz per L’Aquila, quest’ultima spostata a Roma.

Una mossa decretata come rispetto per i lutti dopo il sisma del Centro Italia, ma anche consigliata sulla scorta di alcune problematiche di sicurezza e ordine pubblico.

Una decisione contestata, con alcuni che sulle reti sociali organizzano campagne di protesta perché sta creando effetti nocivi: il corso della città si è già spogliato della massa di persone che lo avevano affollato durante la prima sera dell’annuale giubileo aquilano, inaugurato poche ore prima del sisma di Amatrice, mentre anche gli hotel si stanno svuotando.

“Ci stanno disdicendo tutte le prenotazioni – conferma Mara Quaianni, presidente di Federalberghi del capoluogo -. Eravamo d’accordo per destinare 5 euro per ogni camera ai terremotati del Centro Italia, per una volta il Comune aveva modellato il calendario della Perdonanza sulla base delle esigenze degli operatori turistici, ora ripiombiamo nel buio”.

La contestazione non riguarda certo la motivazione di solidarietà e dolore per i lutti alla base della cancellazione. “Siamo d’accordo che siano sospese le manifestazioni, il lutto è sacro – chiarisce la Quaianni -, ma allora non è giusto farle neanche a Roma, se è lutto vale sia per noi che nella Capitale”.

Stesso discorso per Piccinini: “Nessuno dice che non ci si dovesse fermare, come si fa a festeggiare con i morti a 30 chilometri e dopo che noi stessi ci siamo passati sette anni fa? Ma allora rimandiamolo, non lo annulliamo spostando addirittura in un’altra città una cosa fatta per noi”.

E poi c’è il tema della sicurezza in centro. “Deve stare aperto o chiuso? Lo dobbiamo capire, forse anche noi gestori siamo in pericolo a starci? Devono essere le istituzioni a rasserenare la gente, altrimenti ci dicano che ci dobbiamo fermare. Aperto così, senza l’ombra di una persona, il centro è inutile”. Alberto Orsini

LETTERA AL SINDACO DEI COMMERCIANTI

Dopo la decisione di sospendere gli eventi della Perdonanza e la rassegna del Jazz Italiano per L’Aquila, Peppe Colaneri, titolare del negozio La Luna ha inviato una lettera al sindaco, Massimo Cialente, in rappresentanza anche di altri commercianti contrari allo stop imposto. 

“Si poteva cambiare la data, la location ma restando sempre entro la città, questa è una manifestazione per L’Aquila che poteva servire a raccogliere fondi per i terremotati – ha scritto – Se poi si tratta di sicurezza allora chiuda tutto il centro e rimborsi i commercianti che hanno investito  fatica e denaro”.

 È favorevole all’annullamento degli eventi, invece, Natalia Nurzia, titolare del bar Nurzia.

“Credo sia giusto rispettare i morti e non mi opporrò certo alla decisione presa – precisa – Sulla questione della sicurezza invece credo che non sia il centro a non essere sicuro, ma il sovraffollamento di certe zone”. (m.gal.)