L’AQUILA – Facciata finalmente riscoperta, ma almeno 6 mesi prima della riapertura, che avverrà verosimilmente per febbraio-marzo 2018, per la chiesa di Santa Maria del Suffragio nel cuore del centro storico dell’Aquila, nota come “delle Anime Sante”, uno dei simboli del terremoto del 2009 con la cupola che crollò in diretta e oggetto di pesanti lavori di riparazione.

I cittadini se ne sono accorti e le foto della facciata sbiancata e riscoperta stanno facendo il giro dei social per l’esultanza degli aquilani.

I lavori strutturali sono conclusi: alla cupola, da cui è stato rimosso il “ragno”, la struttura metallica che aveva scongiurato un crollo totale, alle pareti e alla navata.

La parte rimasta da completare è quella degli apparati decorativi, nella zona dell’altare e in generale proprio sotto la cupola.

L’intervento è stato finanziato con la somma di circa 7 milioni di euro a metà dal governo francese e dalla Protezione civile. I lavori vengono svolti dalla Italiana costruzioni con Navarra costruzioni dello stesso gruppo, che si è aggiudicata la gara.

A fine 2016 una carenza di 2,5 milioni di euro aveva messo in pericolo la prosecuzione e il completamento dell’opera, ma alla fine una rimodulazione interna al ministero dei Beni culturali ha scongiurato l’impasse.

Nei giorni scorsi, nell’ambito di un tour tra i beni culturali pubblici in ricostruzione, di cui ha anche tenuto per sé la delega, il sindaco, Pierluigi Biondi, ha visitato il cantiere delle Anime Sante assieme agli assessori Carla Mannetti e Sabrina Di Cosimo.

I LAVORI

Per ricostruire la cupola è stata riutilizzata una tecnica di costruzione che risale agli antichi Romani.

Gran parte delle decorazioni è andata perduta con i crolli, ma i fregi sono stati ricostruiti grazie a stampi unici ricavati dai quelli superstiti e dai documenti storici oltre alle rappresentazioni grafiche della chiesa, utilizzando materiali quanto più simili agli originali.

L’interno mostra ancora “a nudo” le aggiunte in mattoni e i rinforzi con reti metalliche per l’adeguamento sismico della struttura. I fregi floreali in malta e foglia d’oro zecchino sono stati scollati dalle pareti, protetti, trattati e restaurati.

E poi c’è la facciata, in pietra di Poggio Picenze con decorazioni in stucco, che ha subìto interventi di restauro e consolidamento mentre alcuni fregi sono stati ricostruiti in toto.