L’AQUILA – Sabato 16 giugno alle ore 15.30, presso la sede di Confindustria L’Aquila, si terrà la conferenza stampa sul rapporto tra gli Istituti di Credito e le Imprese.

All’incontro interverranno, tra gli altri, Sergio Galbiati, presidente Confindustria L’Aquila, Delio Napoleone, vice direttore de “L’Imprenditore”, Luciano Fratocchi, professore associato Università dell’Aquila, Valentina Carlini, fisco, finanza e welfare Confindustria,Francesco Bellotti, presidente Federconfidi, Vincenzo Boccia, presidente Piccola Industria Confindustria, Modesto Lolli, presidente Piccola Industria Confindustria L’Aquila.

Dallo scorso 2008 le Banche hanno cominciato a stringere drasticamente i cordoni del credito. Due anni che hanno gravemente compromesso la salute delle imprese, molte delle quali, senza più liquidità, sono uscite dal mercato. Sempre di più si sente parlare di usura, o, peggio ancora, di tassi usurari delle banche: i dati dicono che il tasso di interesse riesce ad arrivare fino al 70 per cento, perché nel suo computo c’è una pletora di voci difficili da comprendere e, a volte, prive addirittura di significato o di ragione di esistere.

Tra gli imprenditori, pochi hanno la capacità di pianificazione necessaria per chiedere un prestito/finanziamento e, ancor meno, sono in grado con i dati alla mano di persuadere la banca a farlo.

Non è raro, inoltre, che solo quando vengono presentati i bilanci si scopra la vera situazione patrimoniale dell’azienda, fino a quel momento descritta come idilliaca. Insomma, secondo Confindustria, alcuni imprenditori non sono estranei a espedienti vari, che altro non fanno che peggiorare la già critica posizione dell’intera categoria rispetto al credito bancario. Nell’ordine, a pagare il conto immediato di una diminuzione del credito sono stati il manifatturiero, le costruzioni, il terziario.

Secondo Vincenzo Boccia, presidente Piccola Industria di Confindustria, occorre un vademecum della comunicazione finanziaria da mettere a punto con gli istituti di credito, “uno strumento che aiuti l’impresa a saper rispondere nel modo giusto alla banca – dice –  per migliorare gli aspetti qualitativi della valutazione dell’intermediario che eroga il credito, elemento che pesa per il 20-30 per cento sul rating assegnato all’impresa cliente”.