L’AQUILA – I gonfaloni tirati a lucido ci sono, ma dei politici neanche l’ombra.
Regione e Provincia disertano il raduno nazionale dei vigili del fuoco di questa mattina all’Aquila. Lo stesso fanno molti sindaci del “cratere”: alla fine, in tutto, oltre al primo cittadino del capoluogo, Massimo Cialente, se ne conteranno al massimo una ventina.
Qualcuno ha già scordato l’impegno durante l’emergenza terremoto e anche dopo, quando sono entrati in case pericolanti per recuperare soldi e beni degli sfollati, quando si sono arrampicati sui monumenti per imbragarli o puntellarli, quando in mezzo a un mare di rovine si sono messi a demolire e a rimuovere macerie.
In fondo, però, è un piccolo dettaglio di una bella festa, iniziata alle 9 con l’alzabandiera davanti al monumento ai caduti della Villa comunale.
Alle 10 in punto l’arcivescovo dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, comincia la celebrazione della Messa nella basilica di Collemaggio: in prima fila ci sono il capo nazionale del corpo, Alfio Pini, il direttore regionale, Sergio Basti, e il comandante provinciale, Vincenzo Ciani.
Dall’altro lato si vede anche la coordinatrice regionale della Croce rossa, Maria Teresa Letta, sorella dell’ex sottosegretario abruzzese Gianni.
Tutti intorno i labari delle associazioni provinciali, vigili del fuoco in congedo e tantissimi curiosi che hanno affollato la chiesa.
Emozione e applausi per il ricordo tributato alle vittime del terremoto dell’Emilia-Romagna e alla lettura delle preghiere dei vigili in servizio e di quelli in pensione.
All’uscita un lungo corteo ha percorso il viale di Collemaggio fino ad arrivare in piazza Duomo, dove c’è stata la sfilata dei mezzi del corpo, alcuni dei quali risalenti ai primi anni del secolo scorso, anticipati da un tricolore lunghissimo.
A seguire il saluto delle autorità e la lettura dei messaggi di auguri del ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri.
Poco dopo, mentre Pini sta per concludere il suo discorso, un acquazzone si abbatte sulla piazza. Il capo del corpo capisce e tronca il discorso.
I vigili inquadrati sotto il palco non si muovono di un centimetro, nonostante la pioggia inizi a scorrere a fiumi.
L’Aquila e il “cratere” ringraziano, alcuni politici decisamente meno.






