L’AQUILA – Monta la protesta tra gli ambulanti aquilani che vedono il loro futuro, già reso precario dal terremoto e dalle contingenze economiche, messo in pericolo dalle incertezze legate alla realizzazione del nuovo mercato di piazza d’Armi e dal paventato smantellamento di quello di Santanza.
Il grido d’allarme parte da Facebook, sulla bacheca di uno degli operatori del settore, che scrive: “C’è la forte sensazione, e più di qualche voce, che i nostri amministratori comunali stiano tentando di boicottare e far naufragare la realizzazione del mercato di piazza d’Armi accampando ogni motivazione di natura tecnica come le cause di questa fase di stallo. Occorre ricordare ai signori amministratori che sono passati quasi 30 mesi”.
” Noi commercianti – si legge – stiamo vivendo uno stato di difficoltà economica impossibile da sostenere ancora. Viviamo quotidianamente uno stato di prostrazione, ci sentiamo nella disperazione più profonda. Questi signori che restano sordi ai nostri bisogni, questi signori indifferenti ai nostri problemi sappiano che la sofferenza e la disperazione hanno un limite umanamente invalicabile”.
I problemi, secondo il Comune, derivano dalla necessità di rivedere il progetto del mercato a piazza d’Armi (che forse sarà spostato di dieci-dodici metri rispetto alle previsioni iniziali), a causa dell’ampliamento di via Ugo Piccinini.
Nel frattempo i lavori, che dovevano iniziare due settimane fa, sono fermi e, per questo motivo, è stata convocata una riunione presso la sede di Confcommercio mercoledì prossimo.
Come se non bastasse, avanza l’incognita del trasferimento degli ambulanti dal mercato di Santanza, poiché la zona a breve sarà interessata dai lavori di miglioramento della viabilità della zona Ovest dell’Aquila previsti nei finanziamenti della delibera del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) numero 35 del 2005.
Gli ambulanti non ci stanno a essere trattati come pacchi postali, perciò chiedono al Comune chiarezza sui programmi e scadenze certe, altrimenti, come si legge ancora su Facebook, “ci saranno le conseguenze che uno stato di sofferenza e sopportazione possono provocare, e più di qualcuno dovrà assumersi le responsabilità di ciò che potrà accadere”.



