L’AQUILA – “Nelle 19 aree del progetto C.a.s.e. e nei complessi Map dal 1 gennaio 2012 si devono tornare a pagare affitto e bollette. Con questi introiti, il Comune potrà provvedere alla manutenzione degli immobili antisismici”.

Questo lo scenario che si presenterà se verrà approvata la proposta di delibera firmata dai consiglieri comunali Angelo Mancini (Idv) Enrico Verini (Fli) e Francesco Valentini (Gruppo misto) e condivisa anche da Mpa e dal consigliere Luigi Faccia, che proprio ieri ha depositato una mozione sullo stesso argomento.

Nel documento, illustrato questa mattina dai consiglieri Verini e Mancini in conferenza stampa presso la sede del Comune, si chiede dunque l’istituzione di un canone di locazione ma solo per coloro che alla data del 6 aprile 2009 erano affittuari nella casa risultata inagibile con il sisma, e che rappresentano circa il 12 per cento del totale degli assegnatari dei nuovi alloggi.

Il canone verrà fissato in base al reddito Isee 2010, tenendo conto quindi di reddito, patrimonio (mobiliare e immobiliare) e delle caratteristiche del nucleo familiare.

Il canone sarà di 5 euro al metro quadrato, seguendo i criteri di edilizia residenziale pubblica, per coloro che hanno un reddito superiore ai 15 mila euro, e scenderà fino a due euro al metro quadrato per chi percepisce un reddito inferiore agli 8 mila euro.

È inoltre previsto un dimezzamento del canone per i nuclei al cui interno sono presenti persone portatrici di handicap o con invalidità e per i nuclei in cui siano presenti familiari di primo grado delle vittime decedute nel sisma di due anni fa.

“Questa città – ha affermato Verini – non ha più bisogno di assistenzialismo. È giunto il momento di rialzare la testa e tornare a una vita normale. Questi soldi sono inoltre necessari perché potranno essere impiegati per la manutenzione di tali immobili, soggetti alla naturale usura del tempo”.

Nel documento viene affrontata anche la spinosa questione del pagamento delle bollette per le utenze di acqua luce e gas che in molte delle “new town”, in due anni, non sono mai arrivate.

Nella proposta di delibera consiliare si chiede che nei condomini non provvisti di contatori singoli per le utenze, ogni famiglia paghi una percentuale calcolata secondo millesimi rispetto al totale dell’immobile considerato. 

“Questo è solo un inizio – ha affermato Mancini – Poi si penserà al pagamento dei consumi pregressi”.

Nel documento si prevede anche il pagamento di un canone condominiale (che in base a una prima ipotesi potrebbe aggirarsi intorno a 1, 40 euro al metro quadrato) e l’emanazione di un regolamento di condominio che contenga le norme circa l’uso delle cose comuni e la ripartizione delle spese.