L’AQUILA – “Per Massimo Cialente non c’è alcuna incompatibilità tra il ruolo di sindaco e quello di dirigente Asl mentre per l’assessore Alfredo Moroni si valuterà attentamente”.
Lo afferma ad AbruzzoWeb il segretario generale del Comune dell’Aquila, Carlo Pirozzolo, indicato dalla ‘legge anticorruzione’ come autorità locale in materia di incompatibilità tra incarichi dirigenziali e ruoli elettivi negli enti pubblici.
Pirozzolo spiega di aver già trattato il caso del primo cittadino, che a fine febbraio ha ripreso servizio nell’ufficio di Risk management della direzione generale di Giancarlo Silveri, con compiti amministrativi, sotto il coordinamento della dottoressa Patrizia Masciovecchio.
Il segretario, tuttavia, esclude incompatibilità perché “la legge la prevede in caso di incarichi dirigenziali con autonomia gestionale e di indirizzo. Il sindaco mi ha sottoposto il suo caso e non ho da eccepire alcuna eccezione”.
Quanto alla vicenda di Moroni, dirigente della Regione Abruzzo nel settore delle Risorse umane, la situazione è ancora da chiarire.
“Non ho ancora approfondito ma lo faremo nei prossimi giorni. Sono vicende da studiare con attenzione, non le facciamo certo con nonchalance!”, afferma Pirozzolo.
Anche perché a fronte della legge anticorruzione i casi di specie di incompatibilità esistente o meno cambiano di volta in volta e “ci sono continui pareri della Civit”, conclude, alludendo alla Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, che è autorità nazionale in materia di anticorruzione. Alberto Orsini
IL SINDACO: ”NON SONO DIRIGENTE, NON SONO INCOMPATIBILE”
“Non sono incompatibile perché non ho un ruolo da dirigente. Anzi, è stata la mia dirigente che di fatto mi ha messo fuori dalla Asl, o sta tentando di farlo”.
Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, a margine della cerimonia di restituzione della struttura per anziani ex Onpi sul tema dell’incompatibilità tra incarichi dirigenziali e ruoli elettivi negli enti pubblici prevista dalla “legge anticorruzione” che potrebbe vederlo protagonista per il suo lavoro all’Azienda sanitaria dell’Aquila ripreso a febbraio.
Ma Cialente non è il solo sub iudice. “Per quanto riguarda l’assessore Alfredo Moroni e il sindaco Giovanni Di Pangrazio e molti altri si sta cercando di capire perché Civit fa interpretazioni completamente diverse”, spiega Cialente, alludendo alla Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, che è autorità nazionale in materia di anticorruzione.
“La cosa strana è una e la vorrei sottolineare: in Italia sono tutti incompatibili esclusi i parlamentari. È un po’ come il fatto che noi non ci possiamo candidare a niente mentre i parlamentari a tutto. Forse perché sanno che noi abbiamo consenso mentre loro mai ne hanno avuto”, conclude polemicamente. (m.gal.)
PRESTO IL VERDETTO SU DI PANGRAZIO
“Sulla possibile incompatibilità di Gianni Di Pangrazio sono in attesa e a brevissimo giro di tempo, credo in settimana, dovrebbe arrivare la risposta dall’ufficio”.
Lo afferma ad AbruzzoWeb il segretario generale della Provincia dell’Aquila, Francesco Belmonte, annunciando la vicina svolta nella discussa questione.
Di Pangrazio è sindaco di Avezzano (L’Aquila) e, dopo l’arresto di Valter Specchio per un’inchiesta su appalti ed escort, è tornato in sella alla direzione generale della Provincia, ruolo che aveva già ricoperto in passato negli anni della presidenza di Palmiero Susi.
In base alla “legge anticorruzione”, la numero 190 del 2012, attuata dal recente decreto 39, i due incarichi, dirigenziale ed elettivo, potrebbero risultare incompatibili.
“Stiamo aspettando che l’ufficio dia riscontro sull’ipotesi – spiega Belmonte – il provvedimento è in itinere e fino a oggi ufficialmente non è stato emesso nulla”.
Quanto a una valutazione personale sul tema, Belmonte preferisce non sbilanciarsi: “Mi sembra inopportuno data la delicatezza dell’argomento, e anche perché comunque vada non essere motivo di eventuali strumentalizzazioni politiche”.
Sul caso il deputato abruzzese del Popolo della libertà Filippo Piccone ha presentato una lettera formale al prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci.





