L’AQUILA – Petali rossi lanciati dall’elicottero in volo, centinaia di amici e compagni di squadra, agenti in divisa a scortarlo nell’ultimo viaggio terreno, il saluto composto dei colleghi di papà Enzo, mamma Stefania e sua sorella Annalisa.
Occhi lucidi e incredulità sui volti delle tantissime persone che oggi, nella Chiesa di San Francesco d’Assisi nel quartiere aquilano di Pettino, hanno voluto salutare per l’ultima volta Mario Coscione, il rugbista 22enne che martedì “ha passato la palla” nell’ospedale di Pescara, dopo aver lottato con forza e dignità, per due anni, contro la sua malattia.
La madre del 22enne ha voluto ringraziare tutti coloro che sono stati vicini alla famiglia in questa lunga battaglia: i suoi colleghi dell’ospedale, quelli del marito Enzo, che lavora in Questura e i tantissimi ragazzi che “non hanno mai lasciato da solo Mario”.
Dopo il saluto dei poliziotti, schierati all’uscita della chiesa, insieme al questore dell’Aquila, Orazio D’Anna, c’è stato un lungo abbraccio tra il papà del giovane e Giuseppe Leccese, poliziotto aquilano che nel 2014 ha perso il figlio Francesco, ucciso a Birmingham, città inglese in cui viveva da qualche mese. Un momento straziante e commovente.
Presenti tutte le realtà del rugby aquilano e gli amici di CasaPound.
Tanti, poi, i messaggi di chi ha conosciuto Mario, che sui social hanno voluto ricordarlo come “una persona speciale” e dei suoi compagni della palla ovale: “Sei sempre stato quel giocatore che nel campo era sempre pronto ad aiutarti, quello che dopo un qualsiasi errore era sempre lì, pronto a darti una pacca sulla spalla. È così eri nella vita, una persona che ha sempre fatto del bene, e che ha sempre aiutato tutti. Un amico fedele, una di quelle persone che veramente è difficile da incontrare. Mi mancherai amico mio, un giorno torneremo a passarci la palla. Sarai sempre con noi”.



