L’AQUILA – “Quella di Lolli è una figura importante ma credo che in questo momento debba rimanere a fare quello che sta facendo anche molto bene in Regione Abruzzo, perché altrimenti L’Aquila verrebbe svuotata di un ruolo importante”.

Una voce fuori dal coro, quella che, dai microfoni di AbruzzoWeb, esterna Gianni Padovani, consigliere comunale dell’Aquila del Partito socialista italiano nonché vice coordinatore nazionale della Consulta dei giovani del Psi.

Se l’ex sottosegretario e attuale vice presidente della Giunta regionale viene visto da più parti come l’uomo che toglierebbe le castagne dal fuoco al Partito democratico aquilano e alla coalizione in generale, per Padovani “L’Aquila ha bisogno di un cambiamento, ci vorrebbe una figura nuova e persone nuove per rilanciare un centrosinistra sempre più forte”.

Una posizione che conferma il giovane esponente socialista come una delle voci critiche della maggioranza in Comune, tendenza che lo ha portato spesso a scontrarsi con il primo cittadino, Massimo Cialente.

“Va bene vantarsi di quello che uno è riuscito a fare, ma bisogna assumersi anche le responsabilità di quello che, negli anni, non siamo riusciti a fare, ,otivo per cui ho avuto dei dissensi, ultimamente anche più spesso, e sono critico nei confronti della maggioranza – conferma – Dare sempre la responsabilità agli altri non lo condivido”.

A dispetto di questo, Padovani precisa che “il Psi è un partito di centrosinistra e anch’io lo sono dalla nascita, crediamo in una coalizione rafforzata rispetto a quella attuale”.

Tornando alla scelta del prossimo candidato sindaco, a suo dire “il metodo più giusto è quello delle primarie, con un confronto non solo sulla persona, ma anche sui programmi. Riguardo a un nostro eventuale candidato – ammette – non abbiamo ancora valutato questa possibilità”.

Per quanto riguarda il suo incarico nazionale nella Consulta degli amministratori, Padovani lo reputa “un’esperienza importante, che mi sta consentendo di conoscere diverse realtà della nostra nazione e di fare un’esperienza conoscendo quello che avviene in altri territori rispetto al nostro e quindi di vedere la parte positiva e negativa e acquisirne dei vantaggi”.

“Fino a oggi è un’esperienza davvero positiva che stiamo cercando di svolgere anche in relazione al patto di stabilità che, in questi anni, sta creando diversi problemi agli enti locali – conclude – Cerchiamo di dare il nostro contributo per poterlo cambiare”. Alberto Orsini