L’AQUILA – Ha partecipato anche il manager della Asl 1 Ferdinando Romano, oltre a i numerosi i cittadini che hanno preso parte alla seduta aperta a palazzo Margherita, al Consiglio comunale straordinario all’Aquila, oggi pomeriggio, per discutere della tormentata vicenda dei Nuclei di cure primarie in un territorio in cui da giorni va avanti la protesta di cittadini, sindacati e forze politiche, che hanno anche occupato la sede della Direzione Asl in via Saragat, chiedendo che vengano rimpiazzati i medici in pensione.

La seduta si è conclusa a palazzo Margherita dopo oltre cinque ore. L’assise civica dell’Aquila ha respinto l’Odg proposto dalla minoranza, un documento che vedeva come primo firmatario il capogruppo del Partito democratico, Stefano Albano, e che avrebbe impegnato il sindaco e la Giunta “ad agire istituzionalmente presso Regione Abruzzo e direzione strategica Asl 1 al fine di predisporre un piano, da trasmettere al più presto al Consiglio comunale, circa le iniziative da avviare” in merito di Pnrr, medicina territoriale, Nuclei di cure primarie (Ncp) e prevenzione attacchi informatici.

Il centrodestra ha invece presentato e approvato a maggioranza (15 voti) un ordine del giorno alternativo, primo firmatario Leonardo Scimia, FdI.

Tra i punti introdotti dall’Odg della maggioranza, quello di “disapprovare formalmente il metodo di protesta intrapreso dai medici dei Ncp” così come quello di “verificare la possibilità di decentrare la nascita della Casa della Comunità individuata per il territorio comunale di L’Aquila, in una zona più centrale e di prossimità, ragionando anche sull’utilizzo del patrimonio comunale per tale finalità”.

Nell’arco del pomeriggio si sono alternati interventi di esponenti della maggioranza e dell’opposizione, intervenuti in maniera copiosa. Oltre ai consiglieri comunali sono intervenuti esponenti del personale medico o dei comitati a difesa dei Nuclei cure primarie, come Antonio Di Giandomenico.  Marisa D’Andrea, segretario provinciale medici e pediatri, ha fatto il punto sulle difficoltà nel suo settore alla pari di Enrico Perilli, presidente regionale dell’Ordine Psicologi.

Poi è stata la volta delle forze sindacali e dei consiglieri regionali Americo Di Benedetto, Pierpaolo Pietrucci, Giorgio Fedele. Presente anche il presidente vicario del Consiglio regionale, Roberto
Santangelo, in qualità di presidente dell’assise civica.

Romano, ha ribadito che a regolare il turn over dei medici è il Sisac, l’organismo che definisce contratti e regole: “Ci dicono che non possiamo sforare – spiega – io non posso disobbedire. Fino alla stipula del nuovo accordo regionale non si dovrà procedere a qualsivoglia subentro che non sia legato ai requisiti strettamente connessi alle norme in materia contrattuale: 94 sono medici Asl dell’Aquila a servizio nei Nuclei, questo secondo i direttori di distretto, l’unica fonte legittima. Questi 94 sono pari al 45% di tutti nuclei di famiglia della Asl dell’Aquila, mentre a Pescara nei Nuclei cure primarie i medici sono il 30%, a Teramo il 29%, a Chieti scende al 17%. La percentuale di medici nei Nuclei di cure primarie è superiore all’Aquila, Pescara dovrebbe inserire altri 38 medici per raggiungere il 45% dell’Aquila”.

“E poi – ha aggiunto – bisogna considerare che c’è l’imminente accordo integrativo regionale che prevede che tutti medici di famiglia si vanno ad aggregare in Uccp, Unità Complessa di Cure Primarie”.

L’ordine del giorno delle opposizioni impegnava il sindaco e la giunta “ad agire istituzionalmente presso Regione Abruzzo e direzione strategica Asl 1 al fine di predisporre un piano, da trasmettere al più presto al Consiglio comunale, circa le iniziative che ritiene debbano essere avviate alla luce di quanto previsto per la sanità nel Pnrr, in particolare per quanto riguarda l’organizzazione della medicina territoriale; richiedere la pubblicazione dei bandi di concorso per figure di ruolo e non facenti funzione, la previsione delle date dell’espletamento di quelli eventualmente banditi e la stabilizzazione dei precari; rivedere la ripartizione dei finanziamenti per l’edilizia sanitaria, investendo finalmente le risorse per l’adeguamento sismico e per l’efficientamento energetico del San Salvatore; risolvere definitivamente il problema relativo i Nuclei di Cure Primarie, rivedere la scelta incomprensibile di collocare la Casa di comunità all’interno del del San Salvatore; procedere alla stabilizzazione del personale precario della Asl 1 e predisporre una relazione dettagliata da trasmettere al Consiglio comunale circa le conseguenza dell’attacco hacker”.

Stefano Albano, capogruppo del Partito democratico e primo firmatario della richiesta di seduta straordinaria e aperta, ha rimarcato: “Serve un’operazione verità rispetto alla sanità e alla programmazione della sanità nel territorio aquilano. Il direttore generale della Asl provinciale aveva garantito, ad esempio, che i nuclei di cure primarie sarebbero stati salvaguardati, salvo in questi giorni definire illegittimi i provvedimenti che si dovrebbero adottare per perseguire questo fine e che vengono richiesti a gran voce dai sindacati, che noi sosteniamo”.

Per il primo cittadino dell’Aquila e presidente del Comitato ristretto dei sindaci della Asl della provincia dell’Aquila, Pierluigi Biondi: “Sul tema della sanità si sta facendo solamente propaganda politica”.

“I risultati del centrodestra sono sotto gli occhi di tutti: il Piano di riordino della rete ospedaliera, l’avvio dei lavori di realizzazione della centrale unica del 118, la de-precarizzazione dei lavoratori della Asl 1, i nuovi concorsi per i primari, la presa in servizio di decine e decine di operatori sanitari e non. Potremmo parlare, ancora, del nuovo ospedale di Avezzano, della riorganizzazione del pronto soccorso all’Aquila, degli investimenti in infrastrutture, sulla chirurgia robotica e il nuovo angiografo. È evidente – ha proseguito Biondi – che per risolvere i mali della sanità ci vuole tempo, che i due anni di covid hanno acuito le problematiche già esistenti, così come è evidente che nei cinque anni precedenti il centrosinistra si è preoccupato solamente di immaginare come consegnare la sanità pubblica ai privati attraverso i project financing per i nuovi ospedali e di andare con la lista della spesa degli interinali da assumere all’interno della Asl”.

“Quello dei Nuclei di cure primarie, su cui si è infiammata la polemica, è un altro argomento strumentale – ha affermato Biondi – perché riguarda un numero esiguo di medici e sottintende un interesse economico, mal celato. Ho chiesto tempo fa i dati sulla mobilità intra-nucleo, per capire quanti pazienti di un medico si rivolgono in realtà ad un altro associato, ma non ho avuto risposte. Ci sono, invece, tanti giovani medici che aspettano il rinnovo del contratto e che avranno indennità più sostanziose. Il sospetto, poi, che ci sia una mano politica alle spalle è lampante, anche per gli stessi protagonisti della protesta. Una parte del sindacato della Federazione italiana medici di famiglia ha criticato, infatti, questo approccio strumentale e il coinvolgimento della Cgil. Non è un caso che altre compagini sindacali e altre sigle mediche siano rimaste in silenzio per evidente imbarazzo rispetto a posizioni che nulla hanno a che fare con la tutela e la cura della salute pubblica”, conclude il presidente del Comitato ristretto dei sindaci.

Ma secondo Albano: “Il centrodestra dovrebbe spiegare ai cittadini quale idea di sanità territoriale ha in mente, anche perché nell’atto di programmazione 2023-2025 emerge una volontà di depotenziarla. Cosa ci ha insegnato la pandemia? Che bisogna invertire il rapporto ospedale/territorio, eppure nonostante l’Accordo collettivo nazionale per la Medicina generale dica che si debba andare verso le aggregazioni funzionali territoriali e le Unità complesse di cure primarie, in provincia dell’Aquila si fa l’esatto contrario”.

“Una ratio – quella di decentrare alcune funzioni – completamente travisata se si considera che la Casa di comunità, contravvenendo al dettato normativo, all’Aquila sarà realizzata all’interno dell’ospedale dove già da anni è complicato accedere e avere le cure adeguate”, ha continuato Albano.

“Anche l’ospedale presenta oggettive carenze, dalle interminabili liste d’attesa, al personale costretto a turni massacranti fino a pazienti che attendono il ricovero su una barella dei corridoi del pronto soccorso fino a 48 o 72 ore. A completare il quadro preoccupante aggiungiamo il buco del bilancio Asl di 66 milioni di euro, impressionante se si pensa che di solito i deficit si accumulano quando aumenta la qualità dei servizi e non quando diminuisce, e il dato della mobilità attiva e passiva, il cui saldo negativo ammonta a 15 milioni di euro, che significa che sempre più cittadini della provincia dell’Aquila vanno a curarsi altrove” prosegue Albano.

“Nessuna finalità elettorale”, ha precisato il capogruppo del Pd, “sia perché la richiesta di Consiglio è stata depositata il 6 dicembre scorso, sia perché da parte nostra c’è stato un atteggiamento sempre serio a partire dalla pandemia, quando ci siamo messi a disposizione per collaborare in un momento tanto delicato come quello”.

“Abbiamo sempre denunciato ciò che non andava ma anche sempre messo in campo delle proposte”, ha concluso Albano, “ma abbiamo sempre trovato una chiusura da parte del centrodestra. L’ultima volta, nel dicembre 2022, siamo riusciti a votare in Consiglio comunale un documento unitario che ad oggi risulta per la gran parte inattuato”.

Intanto le forze sindacali che guidano la mobilitazione annunciano:  “Porteremo le nostre ragioni all’attenzione del ministro della Salute Orazio Schillaci, in visita all’Aquila martedì 27”.

Il ministro arriverà domani alle 9.30 all’ospedale ‘San Salvatore’, dov’è prevista una visita dei locali. Alle ore 11 il ministro parteciperà all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università.