L’AQUILA – Che all’Aquila manchino i luoghi di aggregazione, gli aquilani lo sanno già da tempo.
I giovani fanno lo “struscio” del sabato nei centri commerciali, all’interno dei quali sono i bagni gli odierni surrogati delle “nicchiette” della scalinata di San Bernardino, dove ci si scambiavano le prime effusioni d’amore.
Oltre ai ragazzi, sono anche gli anziani a soffrire della mancanza di luoghi dove incontrarsi, abituati com’erano alla piazzetta e al bar sotto casa dove fare due chiacchiere.
Fiumi di parole, negli ultimi tempi, si sono spesi sul recupero dei luoghi di aggregazione, ma ai fatti non ci pensa mai nessuno. O quasi.
Da qualche giorno, infatti, un gruppetto di arzilli anziani, stanchi di non avere un posto dove incontrarsi, ha preso possesso della pensilina dell’autobus che si trova alla fontana Luminosa, trasformandola in una piccola bisca all’aperto: un tavolo e quattro sedie, quanto basta per mettere su una sana partita di carte.
L’orario prediletto è a metà mattina, quando questi attempati giocatori di solito si incontrano per la “partitella”: fa niente che non siano seduti al tavolo di un bar, ma sotto la pensilina dove la gente attende che arrivi l’autobus. Loro giocano e si divertono, noncuranti di ciò che accade intorno.
È amara la risata che suscita la loro immagine, emblematica della “provvisorietà” che si vive all’Aquila e della voglia che allo stesso tempo c’è di ritrovarsi, di stare di nuovo insieme, come se il 6 aprile del 2009 nulla fosse successo.
Il loro è un silenzioso monito alle amministrazioni e agli enti che da mesi spendono parole, ma pochi soldi, per il sociale.
Soldi che comunque non mancano: ci sono ancora, infatti, i 9 milioni messi a disposizione dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Carlo Giovanardi, e i 10 milioni dati dalla Giunta regionale, provenienti dalle donazioni.
Con questi soldi si potrebbe pensare innanzitutto di riaprire il Centro per anziani comunale, che aveva la sua sede nell’edificio del viale Duca degli Abruzzi, dove si trovava anche l’asilo gestito dal Comune, inagibile a seguito del sisma.
Insomma, basterebbe davvero un po’ più di organizzazione da parte di chi amministra la città per accontentare questi arzilli vecchietti, che in fondo non chiedono nulla se non di poter giocare a carte in santa pace.






