L’AQUILA – “L’Azienda per la mobilità aquilana (Ama) invece di recuperare i suoi crediti per far quadrare i conti, pensa bene di aumentare i biglietti, di tagliare le corse, di ridurre personale e stipendi”.

La denuncia arriva dai consiglieri di opposizione al Comune dell’Aquila Guido Liris (Forza Italia), Emanuele Imprudente  (L’Aquila città aperta) e Alessandro Piccinini (gruppo misto), che non hanno risparmiato critiche ad Agostino Del Re, presidente della società a totale capitale municipale che gestisce il trasporto pubblico, e alla Giunta, che nel contratto di servizio fresco di approvazione prevede solo sacrifici per i cittadini.

“Nel contratto –  spiega Liris – è prevista la soppressione di corse feriale nella linea 1, 2 e 5 che servono i poli universitari di Coppito e Monteluco, con frequenze che saranno ridotte da 40 minuti a un’ora e 20. Non solo, è prevista il taglio di 12 unità di personale, nonché l’azzeramento della contrattazione aziendale di secondo livello, eliminando cioè vari benefit. E soprattutto si prevede di incassare 360 mila euro in più l’anno con un aumento del costo dei biglietti da 1 euro a 1.20”.

“In questo modo però – conclude Liris – si rischia di offrire un servizio sempre meno adeguato e ciò disincentiverà a utilizzare il mezzo pubblico, con ricadute negative sui conti che invece si volevano salvare”.

Ma il punto è anche un altro: l’Ama e il Comune da una parte fanno pagare i cittadini, dall’altra fanno poco o nulla per cercare di ottenere il reintegro dei fondi regionali decurtati di 300 mila euro. Pretendendo che vengano riconosciuti tutti i chilomentri dagli autobus, e non solo parte di essi. Cosa di non secondaria importanza, poiché il contributo regionale si calcola proprio in base ai chilometri.

E soprattutto non fanno nulla per cercare di recuperare i crediti ingentissimi vantati nei confronti di altre società partecipate e dai privati.

“L’Ama – dice Piccinini – dà in locazione all’Asm il capannone del nucleo industriale di Pile, ma deve riscuotere ancora circa un milione di euro. E ancora: una società utilizza gli autobus per la promozione pubblicitaria, ma è in debito con l’Ama di 90 mila euro. Strano però che l’Ama paghi regolarmente questa società per i servizi erogati. L’Ama deve poi recuperare per altri servizi e locazioni 50 mila euro dall’Arpa, 181 mila euro dal Sed (la società di elaborazione dati partecipata dal Comune, ndr) e 60 mila euro dal Centro turistico del Gran Sasso”.

Insomma, ragionano le opposizioni, così è troppo facile fare i manager di una società partecipata: il contratto di servizio doveva porre come priorità il recupero di queste risorse, e solo come ultima ratio i tagli, i licenziamenti e l’aumento del costo del biglietto.