L’AQUILA – L’assessore comunale alle Opere pubbliche, Ermanno Lisi, è stato iscritto nel registro degli indagati per un presunto abuso edilizio riguardante una casetta di legno.

La notizia è riportata sull’edizione di oggi del quotidiano “Il Messaggero”, secondo cui la costruzione abusiva del manufatto provvisorio avrebbe comportato anche la distruzione di un bosco di roverella.

L’input alle indagini, portate avanti dagli agenti del corpo forestale dello Stato della stazione di Tornimparte, è stato fornito dagli agenti della squadra mobile della questura nell’ambito di un filone d’inchiesta tenuto riservato.

Secondo l’accusa Lisi avrebbe concorso moralmente al reato. Ascoltando infatti delle utenze telefoniche di persone intercettate, gli investigatori si sono imbattuti in una telefonata dell’assessore Lisi, il quale avrebbe fornito delle indicazioni ad altri indagati su come realizzare il manufatto, secondo l’accusa abusivo.

Gli indagati, oltre a Ermanno Lisi, sono Alberto Catena di 35 anni di Tornimparte, proprietario e committente dell’opera; Riccardo Catena di 63 anni, anche lui di Tornimparte, legale rappresentante della società Catena srl, esecutrice dell’opera; infine Pino Ciccone di 57 anni dell’Aquila, progettista e direttore dei lavori.