L’AQUILA – “Dipingo ciò che non può restare in silenzio”: questo il senso della mostra della pittrice iraniana Roshanak Amindari, che sarà ospitata Lo Scalco delle Tre Marie, in piazza San Pietro all’Aquila, da domani 12 marzo al 26 aprile.
“Oltre il silenzio” è quindi un invito ad andare oltre ciò che non viene detto, lasciando che siano le immagini, i colori e gli sguardi dei suoi personaggi a parlare direttamente allo spettatore.
Roshanak (Roshy) Amindari nasce negli anni ’60 a Teheran, in Iran. Con l’arrivo al potere di Khomeini decide di lasciare il suo paese per poter frequentare l’università in Italia. Quella che inizialmente è una scelta di studio diventa poi una scelta di vita: dopo aver conseguito la laurea in biologia, si stabilisce all’Aquila. Dopo il sisma del 2009, riscopre una passione coltivata fin da giovane in Iran: la pittura. Da quel momento l’arte diventa per lei uno spazio di espressione profonda e di ricerca interiore. Fin dalle prime opere riceve apprezzamenti e consensi che la incoraggiano a proseguire il suo percorso artistico. Nel tempo la sua pittura raggiunge una maturità espressiva che guarda soprattutto al mondo femminile, al senso di libertà e al desiderio di ribellarsi a ogni forma di costrizione o di inganno”, conclude la nota.
La mostra, si legge si legge nota, “nasce dal desiderio di dare voce a emozioni, esperienze e riflessioni che spesso rimangono inespressi. Attraverso una serie di dipinti intensi e simbolici, l’artista esplora il mondo femminile, la fragilità e allo stesso tempo la forza dell’essere umano. Le figure che abitano i suoi quadri emergono tra luce e ombra, raccontando storie di resistenza, introspezione e rinascita. Nei suoi lavori il silenzio non è assenza, ma uno spazio profondo da cui nasce l’immagine e prende forma il racconto. Per Roshanak Amindari la pittura rappresenta anche un gesto di memoria e identità. Le sue opere dialogano con la realtà contemporanea e con la condizione delle donne nel mondo, trasformando la tela in un luogo di espressione e libertà”.






